Iglesias.

Cittadini contro il Puc: «È da bocciare» 

Durante un’assemblea sono state evidenziate le criticità del piano urbanistico 

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«Il Puc va bocciato». È la conclusione più netta emersa dall’assemblea pubblica convocata giovedì sera a Iglesias per discutere del nuovo Piano urbanistico comunale approvato a giugno dal Consiglio comunale, in linea con la richiesta di rigetto avanzata nei giorni scorsi dalle associazioni ambientaliste.

Gli interventi

A soffermarsi sulle criticità è stato Jonathan Dolci, ingegnere e attivista dell’associazione studentesca UniCaralis, che ha definito la pianificazione territoriale «una scienza che deve partire da dati concreti». Da qui la critica alla disciplina delle energie rinnovabili: «Il Puc – sostiene Dolci - regolamenterebbe fotovoltaico ed eolico senza indicare con sufficiente precisione criteri e aree di localizzazione. Non ci sono limiti più stringenti a fronte di una crescente speculazione energetica».

Un altro capitolo riguarda i villaggi minerari. Per Masua e Sedda Moddizzis, Dolci ha richiamato le aree a elevato rischio geomorfologico e idraulico, osservando che «in quelle zone non si può costruire. Il problema delle vecchie gallerie e dei possibili sprofondamenti dovrebbe essere affrontato prima di prevedere nuovi insediamenti turistici».

Dolci ha poi parlato dei data center, sostenendo che le Norme tecniche di attuazione del Puc prevedano la possibilità di insediarli nel territorio comunale, domandandosi sulla disponibilità delle risorse idriche sotterranee.

Osservazioni

Massimo Coraddu, consulente di Italia Nostra, ha invece sottolineato la presenza di vincoli idrogeologici, rischio idraulico e fasce di rispetto dei corsi d’acqua, mentre l’avvocata Lorena Borghero ha definito il verde come «il grande assente del Puc. Piantare 20.000 alberi non è sufficiente senza un vero piano del verde, un regolamento e criteri per misurare la qualità degli interventi. Il verde dovrebbe essere considerato una vera e propria infrastruttura urbana, con funzioni ambientali, sanitarie e di contrasto alle isole di calore».

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