Castiadas sarà conosciuta nel mondo quanto Dubai, Barcellona o Berlino. Non subito: magari tra vent’anni. Ne sono convinti (o perlomeno se lo augurano) i docenti e gli studenti di Architettura del Politecnico di Milano che, da giovedì a ieri, hanno visitato il paese del Sarrabus: una visita sul campo dopo mesi di studi nelle aule universitarie per osservare da vicino una «realtà unica» e immaginare, con progetti da elaborare nelle prossime settimane (anche un po’ visionari), come potrebbe diventare in un futuro non troppo lontano.
La meta
Una visita non scontata dal momento che la prestigiosa università di Milano, ogni semestre, sceglie una meta d’eccellenza a livello mondiale per i suoi studenti del laboratorio di progettazione. Cioè città del calibro di Dubai o Barcellona. Stavolta, a sorpresa, la scelta è caduta su Castiadas.
A dare l’input è stato Fabrizio Leoni, architetto di fama internazionale e docente di Progettazione architettonica e urbana al Politecnico. «Castiadas territorialmente è vasta quanto Barcellona ma ha un millesimo dei suoi abitanti e dentro ha tutto: mare, montagne, agricoltura, artigianato, hotel a cinque stelle, produzioni di olio, pane e vino. È un unicum che in pochi conoscono», sottolinea. E infatti fra i 23 studenti del corso di laurea - in gran parte del nord Italia - quasi nessuno sapeva dove fosse.
I ragazzi
«Devo essere sincero», dice Michele Fiorot, 24 anni, di Colle Umberto (Treviso), «sino a pochi mesi fa non sapevo esistesse Castiadas. In Sardegna sono stato in Costa Smeralda ma qui è un altro mondo, variegato e con grandi potenziali. Soprattutto per quanto riguarda il turismo invernale». Anche Camilla Di Giacinto, 23 anni, studentessa originaria di Giulianova, sottolinea «l’incredibile varietà morfologica del territorio». Parla mentre osserva l’ex colonia penale: «È assolutamente da recuperare. Può diventare una sorta di borgo nel borgo mantenendo la sua autenticità».
I posti
Dieci i luoghi visitati: oltre alle ex carceri, le spiagge di Cala Sinzias, Sant’Elmo e San Pietro, l’aviosuperficie, le montagne (coi nuraghi), Olia Speciosa con i Silos e la zona della Cantina («qui immaginiamo un centro sportivo all’avanguardia»), Masone Pardu, Sabadi e Camisa.
Il compito degli studenti sarà capire quali trasformazioni possano essere realmente utili e compatibili con Castiadas. Una raccolta di idee e di esplorazioni progettuali. «Per noi è stato un onore ospitare gli studenti», sottolinea il sindaco Eugenio Murgioni, «e c’è anche un pizzico di orgoglio nel vedere il nostro piccolo Comune vicino a grandissime città come Dubai o la stessa Milano. Le potenzialità ci sono, speriamo di riuscire a fare un salto in avanti decisivo grazie anche a queste iniziative».
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