Carbonia.

Canale di guardia, arrivano 5,8 milioni 

Dopo 30 anni di attesa finanziato il progetto contro il rischio idrogeologico 

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Dopo 30 anni di attesa spuntano i soldi, poco meno di sei milioni, per realizzare il canale di guardia di Rosmarino. In attesa che la burocrazia faccia il suo corso per le valutazioni, le autorizzazioni e le prescrizioni, quest’opera strategica (non solo per il quartiere Rosmarino ma per buona fetta della città) incassa il finanziamento del ministero dell’Ambiente nell’ambito dell’accordo per la Coesione sociale con la Regione.

I fondi

Per l'esattezza, arriveranno 5 milioni e 800 mila euro. Si iniziò a parlare dell'intervento all’inizio del 2000 in relazione al Contratto di quartiere Rosmarino, con Area. Ma il susseguirsi di novità normative, severe, su aspetti geologici, idrici, uso dei materiali, hanno di volta in volta costretto l'opera al gioco dell'oca: un passo avanti, due indietro. E poi quasi 30 anni di oblio L'attività si candida a consentire di risolvere (poi sarà la prova dei fatti a dimostrarlo) in maniera strutturale gran parte delle criticità idrogeologiche che interessano la parte alta del quartiere, e di conseguenza della città. «L’intervento - afferma l'assessore all'Ambiente Manolo Mureddu - risulta già inserito negli atti di programmazione delle risorse del fondo per lo sviluppo e la mitigazione degli eventi: abbiamo iniziato ad esplorare vari bandi perché non poteva restare sulla carta questa ingente opera di prevenzione del rischio idrogeologico, soprattutto in un’area che fa i conti con situazioni di grave criticità in occasione di precipitazioni intense». Il progetto prevede la realizzazione di un sistema che ponga a regime le acque piovane dalla collina che cinge il rione a est con un'alta densità di pini e macchia mediterranea, una vasca di laminazione (per l'accumulo temporaneo) e un canale (detto scolmatore) che intercetta e convoglia le acque verso valle, con collegamento al rio Cannas: «È pensato - aggiunge l'assessore - per ridurre l’afflusso incontrollato verso le aree abitate». Meno di dieci anni fa un torrente di fango e pietre tracimò dal colline su abitazioni e giardini.

La burocrazia

Il progetto ora ha i soldi ma è ancora sulle scrivanie di vari enti tra cui l'Agenzia regionale del distretto idrografico e il Genio Civile, per le procedure autorizzative. «Ora il nostro impegno - specifica il sindaco Pietro Morittu - è rivolto al completamento dell’iter autorizzativo e al successivo percorso che dovrà condurre alla realizzazione dell’intervento: è un lavoro che richiede competenza tecnica, coordinamento istituzionale». Il finanziamento si inserisce in un programma di interventi analoghi nel rione, come i 500 mila euro per la ricostruzione del sistema di captazione e smaltimento delle acque nel Lotto B: già in corso la gara d’appalto. I due interventi sono distinti ma complementari.

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