CORTINA D'AMPEZZO. Il primo oro olimpico della sua carriera già leggendaria è leggero e sostenibile come l'aria delle Tofane. Sorride Federica Brignone, non aveva pesi da scrollarsi di dosso, non c'erano conti in sospeso da regolare e, in quel minuto e ventitré secondi di grazia e grinta, l'azzurra regina dello sci è arrivata a toccare il cielo. E lo ha fatto a dieci mesi da una caduta che sembrava averle già cucito addosso la tuta da ex: e invece no, con quei 42 punti di sutura tatuati sulla gamba a ricordargli il momento più buio della sua vita, lei si è rialzata fino a raggiungere il sogno di Milano Cortina. Clamoroso il flop dell’altra nostra big Sofia Goggia, uscita di pista poco dopo la partenza.
Il sogno
Era quello di esserci a questi Giochi in casa, ma la tigre della neve si è spinta fino a dove nessuno avrebbe mai scommesso. «È incredibile, cosa ho fatto», dice quando capisce che davvero il miracolo è compiuto. Ride del suo sorriso più bello. «Con quello che ho passato in questi mesi, so cosa vuole dire - dice l'azzurra - so cosa c'è dietro, come sono arrivata qui». A passi grandi, fatti di piccole conquiste: «Quando sono tornata a camminare, dopo tre mesi - racconta - quando ho rimesso gli sci, quando ho fatto il gigante, gli squat, tutto mi ha reso felice: ci sono state tante prime volte. Faccio i conti con il dolore, con la fisioterapia costante: combatto da quasi un anno, stavolta non dovevo lottare». Ed è proprio qui, in questa sensazione che fa i conti con il dolore e pace con le emozioni, Brignone ha trovato la chiave di volta per lo show più bello della sua carriera che conta numeri monstre, con un bronzo e un argento in gigante conquistati ai Giochi 2018 e 2022, i due ori mondiali di Courchevel 2023 (combinata) e Saalbach (gigante), accanto agli altri tre argenti ai Mondiali, tra Garmisch 2011 (gigante), Courchevel (gigante) e Saalbach (superG). Poi le due coppe del mondo generali (2019/20 e 2024/25) arrivate grazie a 37 vittorie e 85 podi complessivi.
E ora il gigante
«Sono arrivata i Giochi già pensando che fosse un successo - dice ancora -, ho cercato di fare il mio massimo non pensando all'oro. Poi la performance in discesa è stata incredibile, mi sono sentita presente, è stato bello. E nel SuperG ho pensato a fare le mie curve, di anticiparle, mi sentivo leggerissima, zero pressione. Per questo penso che questo oro bellissimo, speciale, non valga di più: era difficile nelle mie condizioni esprimere il mio sci, ma è più difficile vincere quando sei la favorita». Milanese di nascita, valdostana residente a La Salle, il cerchio magico della più grande sulla neve è fatto di affetti e campioni: la mamma Ninna Quario, ex sciatrice, in lacrime per l'impresa e il fratello Davide, suo coach personale, di fatto la sua ombra. «A loro dico grazie. Con mio fratello ci divertivamo da bambini e continuiamo a farlo».
Appagata ma non arrivata, Federica, che il 14 luglio spegnerà 36 candeline (è la più anziana a vincere un oro). «Non mi sento più vecchia, più vado avanti e non sento mancare energia: so gestire meglio le cose e reagire». A Cortina «da malata di sport» si è seguita hockey, pattinaggio e slittino. Poi è arrivato il grande giorno, tra giorni complicati. «Il gigante? Spero di appoggiare bene la gamba e giocarmi le mie chance» sorride. Intorno la festa è per lei, la celebrano le grandi ex come Deborah Compagnoni e Isolde Kostner, e dal letto d'ospedale anche Lindsey Vonn.
Rivede la bambina che ha imparato a sciare prima di camminare, poliedrica, tenace, donna copertina, il volto bellissimo dei Giochi in Italia. Leggera e felice.
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