Germania.

Berlino, la coalizione rosso-nera alla resa dei conti 

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Berlino. Il governo tedesco alla resa dei conti: dopo le scorie delle elezioni regionali di settembre - su tutte la scoppola per mano dell’AfD in Sassonia-Anhalt - la coalizione rosso-nera fa il punto con un vertice a porte chiuse di vari ministri in cancelleria a Berlino.

Nell’elenco dei presenti riportato dalla Bild non compare Merz, che invece è stato a colloquio con il gruppo parlamentare dell'Unione (Cdu/Csu). Colloquio in cui ha ammesso di avere parte della responsabilità nei recenti disastri alle urne, con l’attenzione che ora si sposta dal futuro del leader al percorso di riforme che l'esecutivo con fatica vuole portare avanti.

Tra le questioni sul tavolo la sanità, l'assistenza ma soprattutto le pensioni, nodo da sciogliere che fa alzare la voce all’alleata Spd con la stella del Meclemburgo Manuela Schwesig in prima linea. La “ministra-presidente”, come gran parte del suo partito, si oppone all'abolizione della pensione senza decurtazioni dopo 45 anni di contributi, la cosiddetta pensione a 63 anni.

Le debacle elettorali hanno acceso la miccia nella direzione del partito, con Lars Klingbeil e Baerbal Bas che hanno messo in discussione l'attuale linea del governo. Se da un lato Merz ribadisce ai suoi che le riforme devono esser attuate, dall'altro l'Spd prende le distanze dai tagli alla spesa entrando così in rotta di collisione con l'Unione.

A sperare che il Kanzler «vada in pensione» è il co-leader dell'AfD Tino Chrupalla, che non risparmia critiche: «Merz non deve preoccuparsi di riduzioni di pensione per sé stesso pertanto lo incoraggiamo a smettere di lavorare».

Rinfrancata dal voto, l'ultradestra filorussa ripete di esser pronta a governare a livello federale e riceve un messagio da Mosca. «La crescente popolarità dell'AfD dimostra l'auspicio a migliorare le relazioni con la Russia», ha affermato il portavoce presidenziale del Cremlino, Dmitry Peskov. Intanto la Linke accelera la programmazione dei colloqui in vista della formazione di un governo a tre con l'Spd e i Verdi a Berlino, ma deve far i conti con diverse accuse che piovono su più fronti.

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