Il caso.

Berlino: «Albanese si dimetta» 

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Berlino. Il cerchio si stringe. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha chiesto le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, Francesca Albanese, a seguito di dichiarazioni da lei rilasciate durante una conferenza, che avrebbero preso di mira Israele. «Rispetto il sistema delle Nazioni Unite basato sui relatori indipendenti. Tuttavia Albanese ha rilasciato numerose dichiarazioni inappropriate in passato. Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele. La sua posizione è insostenibile», ha scritto Wadephul su X. Il suo omologo francese, Jean-Noël Barrot, aveva chiesto ieri le dimissioni di Albanese.

Nel mentre l'eurodeputata di Fratelli d'Italia Elena Donazzan ha scritto all'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas per chiedere di sostenere la richiesta francese in merito alle dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.

«Le ripetute dichiarazioni denigratorie nei confronti di Israele da parte di Francesca Albanese tradiscono il suo mandato di esperto indipendente e minano la credibilità dell'azione delle Nazioni Unite in materia di diritti umani. È inaccettabile che una figura chiamata a promuovere un approccio imparziale si distingua per prese di posizione così sbilanciate. Ho chiesto chiarimenti sulla compatibilità delle dichiarazioni di Albanese con la posizione dell'Ue. È una mancanza grave, che rende ancora più urgente una presa di posizione chiara da parte delle istituzioni europee».

In Francia però l'associazione dei “Giuristi per il rispetto del diritto internazionale” (Jurdi) ha rivolto una «segnalazione» alla giustizia francese per «diffusione di false informazioni», dopo le parole su Israele «fraudolentemente» attribuite alla relatrice speciale dell'Onu per i Territori palestinesi, Francesca Albanese. Secondo la Jurdi, le accuse contro la relatrice Onu che hanno indotto il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, e ora anche quello tedesco, Johann Wadephul, a chiederne le dimissioni non hanno fondamento e «rappresentano un grave oltraggio al principio di indipendenza dei meccanismi dell'Onu».

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