Le aree di accelerazione dividono Comune e Regione, soprattutto sui pannelli fotovoltaici, che potrebbero trovare spazio con procedure agevolate. Nell’ultima seduta del Consiglio, la frattura è emersa.
Nei giorni scorsi, infatti, il Comune ha inviato alla Regione le osservazioni sulla perimetrazione dell’area di accelerazione a Pratosardo e la collocazione possibile di parchi fotovoltaici, segnalando che le indicazioni non vanno bene per la vicinanza di aree di pregio archeologico e naturalistico. Inoltre, l’idea del Comune è quella di utilizzare i tetti delle strutture già esistenti per i pannelli. Un’indicazione amministrativa ma che nasconde anche un nodo politico, come ha fatto notare il consigliere di opposizione Pierluigi Saiu, chiedendo nel suo intervento in aula se, nel caso la Regione non tenesse conto del parere del Comune, l’amministrazione di centrosinistra avrebbe il coraggio di ricorrere al Tar contro Viale Trento?
Per ora, il sindaco getta acqua sul fuoco. «Le osservazioni trasmesse dal Comune sul piano regionale delle cosiddette “zone di accelerazione” non rappresentano una “bocciatura” della Regione, della presidente Alessandra Todde o dell’assessore Emanuele Cani. Sono invece osservazioni tecniche richieste dalla stessa procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) prevista dalla normativa. I contributi degli enti locali sono essenziali per affinare, migliorare e rendere più coerenti i piani con le specificità dei territori. È esattamente questo che ha fatto la nostra amministrazione, segnalando elementi relativi a vincoli idrogeologici, aree archeologiche, usi civici, tutela del paesaggio e consumo di suolo».
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