Monastir.

«Altri fondi per la Casa di Comunità» 

Completato solo il dieci per cento dei lavori ma la Asl rilancia l’opera 

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La Casa di Comunità di Monastir deve essere riprogettata e rifinanziata perché sia completata. È quanto emerso dal recente incontro tra la sindaca Paola Ugas e il direttore della Asl 8 Aldo Atzori dopo la preoccupazione espressa dalla prima cittadina per lo status del cantiere.

«Chiediamo un aggiornamento puntuale e un cronoprogramma certo rispetto alla conclusione dei lavori», era quanto chiedeva pubblicamente Ugas. Dopo l’incontro è arrivata una prima risposta: il progetto sarà rimodulato e la Azienda sanitaria chiederà alla Regione nuove risorse per consentire il completamente dell’intervento.

Il dirigente

«La Casa di Comunità è un presidio sanitario importante per garantire le cure di prossimità ed è per la Asl una struttura progettata per offrire servizi più moderni, accessibili e vicini ai cittadini», il commento di Aldo Atzori, «restiamo convinti che porterà vantaggi al territorio e i problemi sorti nella sua realizzazione non ci fermano. L’opera non verrà abbandonata».

Il cantiere

Al momento è stato completato il 10 per cento dei lavori. Il nuovo progetto prevede il riposizionamento della guardia medica con un ingresso indipendente, tre ambulatori per le cure primarie e la pediatria con una sala d’attesa comune, un parcheggio interno per pazienti fragili e mezzi di soccorso e una distribuzione più funzionale degli spazi.

«Rinunciare comporterebbe costi elevati e nessun beneficio per la comunità, solo per il ripristino delle aree già modificate si stimano spese aggiuntive significative. Per questo l’Azienda sta chiedendo alla Regione il rifinanziamento della quota Pnrr con fondi regionali, assicurando così che la struttura sia completata e resti un punto di riferimento sanitario stabile per il territorio» prosegue il direttore Asl.

Il Comune

Soddisfatta la sindaca Ugas: «Accogliamo con grande apprezzamento la volontà di rifinanziare e portare a compimento un’opera strategica non solo per il nostro paese. La Casa di Comunità è un investimento importante nella sanità di prossimità. Per Monastir significa dotarsi di un presidio capace di rafforzare l’assistenza territoriale e offrire servizi fondamentali a famiglie, anziani e ai più fragili. Siamo consapevoli che il progetto abbia attraversato difficoltà e ritardi ma è positivo che si sia scelto di riprogettarla e di individuare le risorse necessarie per completarla. È una scelta di responsabilità e di attenzione verso la nostra comunità».

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