I bambini nascono curiosi. Conoscono il mondo facendo domande, scoprendo, incuriosendosi. Sono piccoli ricercatori per natura, e solo da adulti smettono di esserlo. Venerdì l’Università e i suoi partner ricorderanno a tutti quanto sia importante restare fedeli a quella curiosità originaria. A La Vetreria di Pirri torna Sharper, la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, appuntamento che ogni anno trasforma la scienza, da astratta e distante, in qualcosa di vivo, tangibile e divertente.
Il messaggio
«Vogliamo far capire quanto la ricerca sia importante», ha spiegato Fabrizio Pilo, prorettore per il Territorio e l’Innovazione. «Questo è il messaggio che vogliamo dare a tutti ma soprattutto ai più giovani, con la speranza che qualcuno si appassioni». Un proposito che significa ammettere una responsabilità: la ricerca rischia di essere un mondo autoreferenziale: «Se stiamo chiusi nel nostro ambiente il nostro mondo si distacca dalla realtà, e non si fa innovazione: solo così c’è una crescita». Questa è la ragione per cui il programma è stato costruito attorno ad un criterio: mostrare come gli studi possano modificare concretamente la vita dei cittadini. «Abbiamo valutato le attività che potevano avere maggior interesse e impatto: dallo sport al sociale, dalla cybersecurity agli aspetti medici. Sono tutti temi che hanno ricadute sulla vita di tutti i giorni», ha aggiunto.
Inclusività
Quest’anno il focus si amplia: «Il festival sarà sempre più inclusivo e coinvolgente», ha detto il rettore Francesco Mola, e non ci si ferma a La Vetreria. «Nelle case circondariali di Uta e Massama saremo in collegamento nazionale, e cercheremo di far incontrare la ricerca con chi vive situazioni difficili». A Massama, giovedì, si svolgeranno laboratori ed esperimenti. A Uta le stesse attività si sono già svolte lunedì.
Per tutti
Il cuore però resta a Pirri, dove confluiranno 350 ricercatori dall’Università, dall’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica), dall’Infn (Istituto nazionale di Fisica Nucleare) e dall’associazione Italiana per la Divulgazione Scientifica. Famiglie, bambini e curiosi arriveranno a partire dalle 16.30 fino a tarda notte per vivere laboratori, stand istituzionali, giochi scientifici e interazioni con gli accademici.Il programma è denso. L’inaf proporrà diversi laboratori legati all’astrofisica e allo studio dell’universo. «L’obiettivo è far appassionare i giovani», ha ribadito Federica Govoni direttrice dell’Osservatorio. Inoltre, il Sardegna Radio Telescope, uno dei telescopi più importanti d’Europa, sarà al centro delle attività. Anche Alessandro Cardini, presidente Infn Cagliari considera la divulgazione un aspetto centrale della ricerca: «Questo è il momento in cui comunichiamo a tutti ciò che facciamo, ed è nostro dovere farlo dato che si parla di finanziamenti pubblici». E questo è il messaggio di fondo: «È importante per tutte le Università uscire dalla torre d’avorio, dall’idea di stare chiusi», ha concluso Pilo.
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