Via al nuovo “bonus colonnine”, l’agevolazione destinata a sostenere l’acquisto e l’installazione di punti di ricarica per i veicoli elettrici nelle abitazioni private e nei condomìni. Da ieri è possibile inoltrare le domande attraverso la piattaforma gestita da Invitalia per conto del ministero delle Imprese e del Made in Italy.L’apertura dello sportello arriva dopo il decreto direttoriale che ha stabilito le modalità operative e i requisiti per accedere all’incentivo, che rientra nel piano pluriennale per il settore automotive varato dal governo. La dotazione complessiva è di 68 milioni di euro fino al 2030, ripartiti tra le diverse annualità previste dal programma.
La trasformazione
Il provvedimento, secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, rappresenta un altro passaggio della strategia messa in campo per accompagnare la trasformazione industriale e ambientale del comparto automobilistico. Il ministro ha ricordato inoltre che più della metà delle infrastrutture di ricarica di nuova generazione installate in Italia viene prodotta nel nostro Paese, con effetti positivi sulla manifattura nazionale e sull’occupazione.
L’agevolazione
L’incentivo consente di recuperare l’80% delle spese sostenute per acquistare e installare le colonnine. Per i privati il contributo può raggiungere un massimo di 1.500 euro, mentre per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali il limite sale fino a 8.000 euro.Nel bonus possono rientrare anche i costi direttamente collegati alla realizzazione dell’infrastruttura. Sono quindi ammesse le spese per gli interventi sugli impianti elettrici, le opere edilizie strettamente necessarie, la progettazione e la direzione dei lavori, i collaudi e l’eventuale attivazione di un nuovo punto di prelievo per il collegamento alla rete elettrica. Non sono invece finanziabili imposte e tasse, le consulenze non contemplate dalla normativa e le spese sostenute per ottenere autorizzazioni edilizie.
Le colonnine acquistate con il contributo dovranno essere nuove e installate in aree delle quali il beneficiario abbia la disponibilità. Per le abitazioni private l’infrastruttura dovrà essere destinata esclusivamente all’utilizzo domestico. Nei condomìni, invece, i punti di ricarica potranno essere utilizzati collettivamente dai residenti, ma non potranno essere messi a disposizione del pubblico.
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