«Non servono altri convegni sul disagio giovanile. Servono strumenti veri per aiutare i ragazzi a capire cosa fare del proprio futuro». È l’appello lanciato dai due giovani Matteo e Manuel Garau - fratelli cagliaritani di 27 e 25 anni - fondatori della piattaforma digitale di orientamento Kantera. Girando le aule dell’Isola - tra cui Università di Cagliari, Martini, Pacinotti, Eleonora d’Arborea - i due si sono scontrati con le difficoltà degli studenti, disorientati e incapaci di immaginare un percorso adatto a loro. «Quando chiediamo ai ragazzi i loro programmi futuri dopo il diploma cala il silenzio. Non è timidezza, ma è dovuto alla mancanza di strumenti concreti per iniziare a capirlo», spiegano. Da qui la richiesta alla Regione Sardegna: sperimentare un programma pilota di orientamento nelle scuole, utilizzando percorsi digitali e attività pratiche già testate sul campo. «I dati Istat, Eurostat e Rapporto Neet, mostrano che in Sardegna il 20% dei giovani tra i 15 e i 34 anni non studia, non svolge formazione e non lavora. A Sassari nella fascia 15-29 anni la percentuale supera il 26%. Noi stiamo già lavorando con le nostre forze e i risultati ci dicono che questa strada funziona. Ma da soli non possiamo arrivare in tutte le scuole sarde», sottolineano. Secondo i fondatori di Kantera, i laboratori svolti negli istituti superiori hanno mostrato una forte partecipazione degli studenti quando ricevono indicazioni personalizzate sulle proprie attitudini e competenze. «Non chiediamo finanziamenti a fondo perduto né tavoli tecnici. Chiediamo di provare concretamente un modello che nelle scuole sta già dando risultati», concludono Matteo e Manuel Garau.
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