Le costruzioni muovono un terzo dell’economia sarda e la crescita dell’occupazione regionale è dovuta solo a questo settore, con 15mila occupati in più negli ultimi sei anni.

È quanto emerso nell’indagine commissionata dalla Fillea Cgil Sardegna al centro di ricerche nazionale Cresme presentata alla Camera di Commercio a Sassari alla presenza del segretario generale Antonio Di Franco.

Nell’occasione, alla luce dei numeri significativi del comparto, Fillea Cgil ha anche lanciato un appello alla Regione, affinché investa sul settore delle costruzioni «con risorse e indirizzi che gli restituiscano la centralità che merita nell’economia della Sardegna». 

Questo perché, viene sottolineato, «la casa e l’ambiente costruito rappresentano un’opportunità per lo sviluppo e la coesione sociale della Sardegna perché tengono insieme crescita economica, tenuta occupazionale e contrasto alla povertà energetica e disagio abitativo».

Al proposito, la segretaria regionale Erika Collu ha sollecitato l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Antonio Piu a «costruire una mappa regionale unica, ufficiale e centralizzata, del patrimonio abitativo vuoto attraverso la sinergia dei diversi enti titolari: Regione, Comuni, enti intermedi, aziende regionali, demanio, con il coinvolgimento anche delle Università».

«Mentre le Costruzioni si confermano motore trainante dell’economia in Sardegna e nel Paese - ha sottolineato nel suo intervento il segretario generale Di Franco - il Governo non le sostiene con politiche adeguate: niente recepimento della direttiva case green e quindi niente politiche per l’efficientamento energetico nonostante la crisi climatica». Inoltre, il taglio sulle detrazioni per le ristrutturazioni riapre purtroppo le porte al lavoro nero

All’incontro erano presenti anche la presidente dell’Anci Sardegna Daniela Falconi, la docente di urbanistica dell’Universita di Sassari Alessandra Casu, il docente del dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura dell’Università di Cagliari Giuseppe Desogus, il capo di gabinetto del Comune di Sassari Fabio Pinna.

I DATI – Nel corso del convegno sono anche stati snocciolati i dati che testimoniano l’importanza del settore per l’Isola: «Se misuriamo poi quanto pesa l’attività delle costruzioni e dell’immobiliare sulla ricchezza prodotta in Sardegna, sommando gli investimenti in costruzioni, la manutenzione ordinaria del patrimonio esistente e le attività e i servizi immobiliari, possiamo dire che il peso delle costruzioni sul valore aggiunto della Sardegna è del 31%». In sostanza, le costruzioni “muovono” un terzo dell’economia sarda.

Come accennato, dal 2019 al 2025, la crescita dell’occupazione in Sardegna è dovuta solo alle costruzioni: infatti mentre i servizi hanno perso tremila lavoratori e l’industria ne ha guadagnati tremila, gli occupati nelle costruzioni sono cresciuti di 15.000 unità. Le costruzioni hanno prodotto il 94% della crescita occupazionale della Regione.

«La ricerca - ha evidenziato il direttore tecnico del Cresme Lorenzo Bellicini - si è poi interrogata sul tema della casa, mettendo in evidenza che negli ultimi dieci anni, mentre la popolazione in Sardegna è diminuita di 49.000 abitanti, le famiglie sono cresciute di 23.000 unità, facendo sì che sia cresciuta la domanda abitativa». Per contro, «l’aumento dei prezzi delle case e degli affitti ha reso la Sardegna la quinta peggior regione italiana in termini di capacità di accesso al bene casa, misurata sulla base dei redditi medi e del costo delle case. In questo, la Sardegna è la prima regione italiana per aumento dei prezzi dal 2024 al 2025 (+30%)».

(Unioneonline/l.f.)

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