Gli italiani, dopo i primi assaggi di inizio e metà anno, dovranno fare il conto finale con la nuova imposta e la sorpresa, per molti, potrebbe non essere positiva. Come sempre accade con una imposta "municipale" l'impatto sarà differenziato da zona a zona ma - secondo la Uil - una famiglia su due pagherà per la Tasi un conto più salato della vecchia Imu. Sempre secondo i calcoli della Uil, a Cagliari la Tasi costerà in media 23euro a famiglia, a Sassari 172, a Nuoro 88, a Oristano 122 (a Olbia la Tasi è stata azzerata). A determinare le maggiori sperequazioni sono le molteplici variabili che incidono sul calcolo della cifra da pagare. E proprio in virtù delle molte variabili previste (aliquote, detrazioni, tetti incrociati tra imposte, quota inquilino, soglie minime), ecco una mini guida.

IL PRIMO PASSO, LA DELIBERA - Il sito del dipartimento delle Finanze è l'unico canale ufficiale. la prima cosa da fare è quindi verificare i contenuti della delibera del comune. Verifica che va effettuata, come detto, attraverso il sito del dipartimento delle Finanze (www.finanze.it) cliccando su “Delibere aliquote Tasi” e digitando il comune da ricercare.

IL CALCOLO - Per chi ha versato a giugno o a ottobre il calcolo è semplice: a dicembre di deve pagare esattamente lo stesso importo versato per l'acconto, e con le stesse regole, se la situazione in riferimento alla casa non è cambiata. Per chi si accinge a pagare per la prima volta, ad esempio i nuovi acquirenti, è bene sapere che per la Tasi si applicano le stesse regole previste per l'Imu. A partire dalla base imponibile, la stessa dell'Imu. Si parte dunque dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5% e si moltiplica il risultato per il coefficiente che varia in base al tipo di immobile (160 per le abitazioni). Su questo valore si applica l'aliquota comunale, con le eventuali detrazioni. Il consiglio è quello di rintracciare la delibera comunale per vedere aliquote ed eventuali esenzioni, quindi fare il calcolo con alcuni siti che su Internet facilitano di molto l'adempimento (ad esempio www.amministrazioni.comunali.it), ma ricordando anche di indicare gli importi dovuti solo dall'inquilino o dal proprietario.

ALIQUOTE E DETRAZIONI - La legge di stabilità fissava un'aliquota base dell'1 per mille per la Tasi e un tetto massimo del 2,5 per mille per la prima casa e del 10,6 per mille per la seconda (somma di Tasi e Imu). Il governo è poi intervenuto per concedere ai Comuni la possibilità di aumentare le aliquote fino a un massimo dello 0,8% distribuendo l'aumento tra prima e seconda casa

I comuni che hanno aumentato le aliquote rispetto a quelle base hanno anche introdotto delle detrazioni. Ognuna ha seguito criteri diversi e quindi si arriva ad una vera e propria giungla che - ha calcolato la Uil - porta a circa 100.000 combinazioni diverse.

PRIMA CASA, PROPRIETARIO - Pagherà solo la Tasi e non l'Imu. Niente paura, il fisco non ci rimette perché le aliquote Tasi per la prima casa sono genericamente più alte di quelle previste per la seconda. Alcuni contribuenti hanno pagato già la prima rata a giugno, altri ad ottobre. In ogni caso ora va pagato tutto l'importo rimanente, per saldare l'imposta dovuta per l'intero anno: va quindi calcolato l'importo annuale e poi scontato quanto si è già versato. I proprietari dovranno ricordare di togliere anche la quota dovuta dall'inquilino (che è tra il 10 e il 30% a seconda delle scelte dei comuni). Se il comune non ha fatto alcuna delibera si paga l'aliquota nazionale base dell'1 per mille.

PRIMA CASA, INQUILINO: L'appuntamento con la Tasi non risparmia chi abita in una casa presa in affitto. Se non lo ha già fatto dovrà farsi consegnare gli estremi catastali dal proprietario e calcolare la propria quota di tributo (tra il 10 e il 30% del totale a seconda delle delibere comunali). L'importo dovuto deve scontare quanto già versato per la prima rata a giugno o ad ottobre. L'importo è solitamente limitato così bisogna fare attenzione al fatto che sotto i 12 euro di soglia minima non bisogna versare nulla (ma anche in questo caso i comuni potrebbero scegliere diversamente). Un ultimo caso particolare: se il comune non ha deliberato aliquote e la quota inquilino, quest'ultimo paga una quota del 10% con l'aliquota all'1 per mille.

SECONDA CASA, PAGA IMU E TASI: La base imponibile è la stessa ma i conti dovranno essere fatti separatamente. Con un unica certezza: la somma delle due aliquote non può superare il 10,6 per mille o l'11,4 per mille se il comune ha deciso anche la maggiorazione dello 0,8 per mille. Si paga prima l'Imu e poi l'eventuale parte eccedente di Tasi. In questo caso bisognerà fare attenzione a destreggiarsi tra le diverse aliquote e anche ad indicare i diversi codici tributo, sottraendo quanto versato nelle prime rate sia Imu (a giugno) sia Tasi (a giugno o ad ottobre). Insomma un rompicapo. -

PRIMA CASA DI LUSSO: Le 73mila case accatastate nelle categorie di pregio (A/1, dimore signorili; A/8, ville e A/9, castelli) dovranno pagare sia l'Imu sia la Tasi (ma con le aliquote di prima casa che è al massimo del 3,3 per mille). In ogni caso la somma di Imu e Tasi non può superare il 6,8 per mille.
© Riproduzione riservata