“Toccherà ancora una volta ai pensionati sardi sentire i contraccolpi negativi dell'inflazione con pesanti ricadute sulla borsa della spesa (il carrello sta per diventare un ricordo)". È quanto denuncia la Cisl pensionati di fronte all'incedere dell'inflazione in Italia.

L'importo mensile medio dell'assegno Inps per i lavoratori del settore privato è sotto gli 800 euro (quasi 200 euro in meno rispetto alla media nazionale). E la Sardegna - regione italiana con la più alta percentuale di soggetti che nel 2020 ha rinunciato alle prestazioni sanitarie, con una incidenza del 14.8%, in aumento rispetto al 2019 di 3 punti percentuali - rischia di essere uno dei territori dove gli over 65 dovranno stringere maggiormente la cinghia e forse rassegnarsi a un solo pasto giornaliero.

"A inizio dell'anno durante il nostro congresso abbiamo richiamato l'attenzione sulla realtà di 100mila famiglie sarde in situazione di povertà - dice Alberto Farina, segretario generale Fnp-Sardegna - La Caritas registra puntualmente un numero crescente delle persone che si presentano alla sua mensa per un pasto caldo. Una povertà che coinvolge anche i bambini: più di un minore su cinque (22,8%) in Sardegna vive in condizioni di povertà relativa, percentuale superiore alla media nazionale. Anche il report della Banca d'Italia sulla Sardegna richiama l'attenzione sul rischio povertà soprattutto per le famiglie percettrici del Reddito o della Pensione di cittadinanza (RdC e PdC): a dicembre 2021 erano in Sardegna oltre 53.000, il 7,3 per cento dei nuclei residenti in regione (6,5 a dicembre di un anno prima)".

"La Regione deve mettere in atto ogni iniziativa possibile a tutela di questa fascia di popolazione debole e a forte disagio economico ed esistenziale", è l'appello dei pensionati Cisl. 

(Unioneonline/v.l.)

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