Il governo Renzi ha lanciato quest'estate un programma di connessione delle città e delle campagne. In parte verrà finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, ma dove c’è mercato, saranno i privati a finanziare i lavori. In Italia oggi solo il 26,4% della popolazione è raggiunta da fibra ottica veloce, posta a una distanza superiore a trecento metri dalle abitazioni. Questo dato peggiora quando la distanza scende al di sotto dei trecento metri (garantendo così più velocità) e arriva al 10,1%. L’obiettivo - ambizioso - è quello di salire al 100% entro il 2020 e di superare la media europea (pari al 68% di popolazione raggiunta dalla banda larga). E in Sardegna? Com'è la situazione?

SOLO IL 10% DEI SARDI HA LA BANDA LARGA - I lavori, a livello italiano, sono a un buono stato di avanzamento: 62%. Ma i dati di partenza per la Sardegna sono peggiori della media nazionale. La popolazione raggiunta dalla banda larga è solo il 10,4%, distante per l’89% (digital divide) dagli obiettivi dell'agenda per lo sviluppo digitale europeo che prevede un obiettivo del 100% di popolazione raggiunta. Ma se si hanno i dati si possono fare le classifiche. Quali sono i peggiori comuni sardi per navigare?

COMUNI SARDI MAGLIA NERA - I 10 comuni in maglia nera nell'Isola sono: Semestene (Sassari), Ussassai (Nuoro), Baressa (Oristano), Flussio (Oristano), Genuri (Medio Campidano), Nughedu Santa Vittoria (Oristano), Villa Verde (Oristano), Villanova Tulo (Cagliari), Tadasuni (Oristano), Villanova Truschedu (Oristano). Per questi comuni il digital divide è pari al 100% e in molti casi manca anche l’infrastruttura. E quali sono i comuni sardi dove è più facile navigare?

COMUNI SARDI AL TOP - La più bassa percentuale di digital divide si registra a Cagliari, Quartu Sant’Elena e Sassari, che conducono la classifica con rispettivamente il 71.9%, 51.6%, 32.7% di popolazione raggiunta dalla fibra ottica veloce. Seguono i comuni di Nuoro, Iglesias, Oristano, Mandas, Bonnanaro, Lotzorai, Samassi: località raggiunte in percentuali bassissime dalla fibra ottica veloce, ma dove una navigazione fino a 20 MB/s è garantita nel 100% dei casi.

IL PROSSIMO FUTURO - Nei prossimi due anni sarà possibile capire se l’Europa, e con lei l’Italia, sia destinata alla mediocrità tecnologica o possa in qualche modo competere con gli Stati Uniti d'America.

Per dare un ordine di grandezza delle opportunità che si potrebbero aprire, il Parlamento europeo calcola che creare un mercato digitale unico possa portare a 340 miliardi di euro di fatturato in più dal 2020 in avanti. La metà di questi, 170 miliardi di euro, deriverebbero semplicemente dal “cloud computing” , il sistema di archiviazione e di elaborazione dei dati in rete.

AL 55° POSTO, DIETRO UNGHERIA ED ESTONIA - Al momento, però, il nostro Paese arranca. Sembra strano, ma l'ottava potenza industriale al mondo, l’Italia appunto, ha un accesso alla rete peggiore dell’Ungheria, ex Paese sovietico che si piazza al 53esimo posto, per non parlare dell’Estonia (22esima). Molto spesso, oltre a una avversione culturale, c’è una vera e propria mancanza di infrastrutture e chissà non sia questo ostacolo a creare avversione culturale.

Edoardo Garibaldi
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