Il 26,5 per cento dei sardi (circa 270mila persone di età compresa fra i 20 e i 64 anni) si dichiara “disinteressato” al lavoro, il dato medio nazionale è pari al 22,1 per cento. Non solo: nell’Isola risulta occupato solo il 49,5% delle donne in età 20-64 anni, contro un dato nazionale del 53,2%.

Da questi dati contenuti nel report della Cna Sardegna sull’evoluzione demografica e il calo occupazionale, per garantire al sistema produttivo sardo un bacino occupazionale sufficiente è necessario aumentare la quota di popolazione attiva.

Nei prossimi dieci anni, si calcola, il valore aggiunto regionale potrebbe contrarsi del 16% e il reddito pro capite del 6,4%.

Tra il 2011 e il 2021 in Sardegna la popolazione in età lavorativa (tra 15 e 64 anni) è diminuita di 110mila unità: una contrazione del -9,8%, oltre il doppio del dato registrato a livello nazionale (-4,3%). Nello stesso periodo l'Isola ha registrato 91mila residenti in meno (-8,2%).

Ed è probabile che nel prossimo decennio l'entità del calo della popolazione in età da lavoro arrivi almeno a 188mila unità (-18,6%) con una riduzione del numero di occupati tra le 97mila (-17,7%) e le 84mila unità (-15,4%).

La Commissione Ue ha proposto di innalzare al 75% il tasso di occupazione della popolazione 20-64 anni entro il 2020: al 2020 in Italia il tasso di occupazione non è andato oltre il 62,7%, in Sardegna si è fermato al 53,6%.

Per la confederazione artigiana, senza efficaci politiche del lavoro, di contrasto allo spopolamento e alla denatalità e senza un piano di sviluppo serio e credibile le trasformazioni demografiche in atto porteranno a un calo netto del numero di occupati e a un decisivo arretramento del sistema economico regionale.

A questo si aggiunge l'invecchiamento della popolazione che avrà tra le sue conseguenze un deciso incremento della spesa destinata a sanità e assistenza, mentre i bassi livelli occupazionali e reddituali faranno lievitare la spesa per interventi di integrazione salariale, sottraendo agli investimenti sul territorio importanti quote di ricchezza prodotta.

(Unioneonline/s.s.)

© Riproduzione riservata