"Una colpa in canna", fino al 26 aprile alla Galleria Siotto di Cagliari
Apre la mostra personale di Tiziana Contu, nella rilettura di quattordici poetesse in ventotto operePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Rileggere le grandi poetesse della storia, attraverso una personalissima arte tessile: questa è "Una colpa in canna", la mostra personale di Tiziana Contu che fino al 26 aprile resterà visitabile tra giovedì a domenica, dalle 18 fino alle 20, alla Galleria Siotto di Cagliari, in via dei Genovesi 114. Curata da Alice Deledda, l'esposizione ha debuttato con il vernissage di oggi, accompagnato da un reading targato Scena Otto, per voce dell'interprete Laura Fortuna.
Con un'unica chiusura prevista per la festa del 25 aprile e dal sottotitolo "Il filo, la parola, il volto: l’ordito poetico di Tiziana Contu", l'artista conduce il pubblico in un territorio visivo dove la letteratura si fa trama ricamata. Al centro vi sono infatti la poesia femminile e i nomi che ne hanno fatto la storia, ossia le grandi Cristina Campo, Patrizia Cavalli, Marina Cvetaeva, Emily Dickinson, Armanda Guiducci, Vivian Lamarque, Alda Merini, Sylvia Plath, Antonia Pozzi, Saffo, Anne Sexton, Maria Luisa Spaziani, Wislawa Szymborska e Patrizia Valduga.
E la "colpa in canna" è proprio quel senso di colpa che emerge dalle opere di queste autrici, descritta da Contu come un'arma che il genere femminile utilizza sia come difesa, ma anche come offesa nei confronti di loro stesse: è perciò una dichiarazione di resistenza tramite voci esplosive, a cui la lenta, precisa disciplina del ricamo restituisce forza vitale. Tramite l'uso di ago e carta lungo ventotto opere, la prima metà di esse vede i testi interamente cuciti, mentre la seconda scompone i versi in un intreccio a trama e ordito, dal quale emergono uno a uno i volti delle poetesse, nell'idea che l'identità di queste donne sia inseparabile dalla loro produzione artistica. Donne libere, discordanti, e perciò veritiere.
