Una sala gremita e un silenzio carico di emozione hanno seguito, sabato sera ad Arzachena, Altalena, il monologo portato in scena da Andrea Serra, maestro speciale che da sedici anni insegna tra i letti dell’ospedale Microcitemico di Cagliari, nel reparto di Oncoematologia pediatrica. Lo spettacolo racconta il suo lavoro quotidiano accanto ai bambini ricoverati: lezioni tra una terapia e l’altra, quaderni appoggiati sui comodini, sorrisi a volte strappati con fatica ma custoditi come momenti preziosi. Storie vere, confluite nel libro da cui nasce il monologo, che parlano di paura, coraggio e dignità, ma anche della straordinaria capacità dei più giovani di trovare ancora spazio per giocare e sognare, e per tenere viva la fiducia nel futuro. La serata si è aperta con la testimonianza di una madre di Arzachena, che ha condiviso con il pubblico la vicenda della figlia, sottolineando il valore umano e il sostegno costante ricevuti da Serra nei momenti più difficili del percorso di cura. Essenziale la scenografia: una sedia e un’altalena, simbolo del continuo oscillare tra luce e ombra che accompagna la vita in reparto. È su quell’altalena ideale che ogni giorno sale Andrea Serra, nel suo duplice ruolo di insegnante, amico e confidente, capace di restare accanto ai suoi piccoli studenti sia nei momenti di speranza sia in quelli più bui, “quando le notizie più dolorose rischiano di far sprofondare”.

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