«Stanno impoverendo l’ospedale Oncologico, vigileremo per difenderlo»
La missiva di Giancarlo Nonis, presidente del Comitato Sa Luxi pro registro tumoriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La prospettata chiusura delle due sale operatorie al Businco da parte della amministrazione dell’Arnas Brotzu, e l’inevitabile conseguente disagio dei cittadini sofferenti, che non hanno bisogno di confusione, ma di certezze per una assistenza sicura e priva di ulteriori costi ci porta ad esaminare il processo di declassamento dell'Hub della oncologia sarda.
Purtroppo la situazione del Businco passato dalla Asl 8 al Brotzu, in assenza di un Piano Sanitario specifico, non ha premiato il Presidio, né i suoi operatori.
Sappiamo che da almeno 15 anni si è assistito ad una tenace demolizione, in cui si prospettava solo attività ambulatoriali e di terapia, valutando come ormai superate le attività chirurgiche, grazie alla prevenzione, che ne avrebbe ridotto l'importanza. Peccato che, essendo il Businco accertato unico Centro di riferimento oncologico Hub per la Sardegna, avrebbe dovuto ricevere più attenzione dai vari Assessori regionali che si sono succeduti; non basta infatti scrivere, a volte in copia e incolla i Piani di prevenzione. Questi a partire dagli stili di vita per arrivare ai vari tipi di screening oncologici, non possono fare a meno delle Chirurgie né delle Medicine che si occupano di Oncologia che di fatto non vengono messe nelle condizioni di potersi fare carico del paziente in modo completo, dimenticando che i cittadini non sono numeri, anche se resi anonimi per la lettura e dalla statistica.
Questo quadro è inoltre acuito dall’assenza a tutt’oggi di una Rete Oncologica e di un Registro Tumori regionale che ci dia risposte anche sulla sopravvivenza dei cittadini malati, coordinata appunto con l'attività oncologica del Businco.
L'adeguamento delle Chirurgie produsse un topolino, la Saletta per la Terapia Antalgica, trapianti di midollo ed altri interventi così detti minori, che tuttavia sono altrettanto importanti per un corretto iter terapeutico. Cito la Radiologia ormai inadeguata e il mancato aggiornamento dell'unico Centro di Radioterapia Sperimentale dell'isola, sito nel parcheggio tra Businco e Cao.
Risultato: la Chirurgia Ginecologica fu trasferita nelle 21 sale operatorie dell'ospedale San Michele (quella strana cosa che sta dentro l'ARNAS Brotzu, informazione per chi non è un Sanitario e non avesse ben presente come naviga la nostra Sanità).
Particolare che esistano due sale per i trapianti di midollo a distanza di 50 metri una al Microcitemico ovvero Asl8 e appunto l'altra al Businco, ma da gennaio passerà tutto al Brotzu.
La soluzione presentata il 21 novembre dal Brotzu di trasferire la Chirurgia ed Endoscopia Interventistica Toracica compreso i pazienti dopo intervento chirurgico, potrebbe essere già un passo avanti, rispetto al loro avanti e indietro in ambulanze proposto poche settimane fa sempre dal Broztu, se non fosse che i Sanitari della Struttura paventano, e lo hanno manifestato ai vertici aziendali e politici, che tale trasferimento potrebbe essere definitivo (secondo la vecchia logica che non c'è nulla di più definito del provvisorio), impoverendo così una volta di più il Businco ed aggravando la già forte mobilità passiva, legata anche anche a scarsa informazione, se non addirittura informazione distorta, per interessi di cui sfugge la logica.
Da Agenas si legge che al Businco vengono eseguiti 84 interventi complessi per tumore maligno del polmone, tra i 400 interventi cosiddetti minori tra cui tumori che non producono metastasi. In Sardegna, oltre al Businco, vengono effettuati una decina di interventi sempre per tumore maligno del polmone a Sassari e altrettanti ad Olbia (sempre secondo AGENAS).
Non vorremmo che la soluzione proposta da temporanea, diventasse definitiva e vigileremo affinché tutta la attività chirurgica ritorni a lavori terminati ovvero entro il 2026 nell'ospedale Businco, che deve riprendere e ampliare la sua attività, coordinato all'interno di Piani Sanitari Regionali aggiornati in base alle patologie che in Sardegna sono anche territorializzate, in particolare per ciò che riguarda i tumori nelle città e in alcune ben definite aree SIN d'inquinamento minerario ed industriale.
Giancarlo Nonis
Presidente comitato Sa Luxi pro Registro tumori
***
Potete inviare le vostre lettere, segnalazioni e contenuti multimediali a redazioneweb@unionesarda.it specificando il vostro nome e cognome e un riferimento telefonico. Nell'oggetto dell'email chiediamo di inserire la dicitura #CaraUnione.
(La redazione si limita a dar voce ai cittadini che esprimono opinioni, denunciano disservizi o anomalie e non necessariamente ne condivide il contenuto)