Virtù liberali
Caffè Scorretto
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È difficile oggi essere liberali. Chi si ostina a esserlo viene emarginato dal dialogo politico in una società sempre più spaccata in due tronconi: quello progressista e quello conservatore. In Italia, non avendo più una propria casa dopo lo spappolamento dei partiti democratici operato dai magistrati di Mani pulite, il liberale si sente un soggetto peregrinante. Guardato con sospetto dalla destra e dalla sinistra il liberale si rifugia dove trova parziale affinità con le sue idee. Ma anche in quel ricovero non può esprimersi compiutamente. La sua libertà di pensiero preoccupa. Il suo apporto, pur se moralmente alto, in termini di consenso popolare è insignificante. Allora il liberale si mimetizza e indossa l’abito del conservatore, che meglio degli altri gli si addice. In questo contesto assume il ruolo di coscienza critica, non gradita, e viene discriminato. Eppure il conservatore non può non essere liberale essendo la libertà il più prezioso valore da conservare. Il conservatore liberale esprime l’unica idea di vera opposizione al vasto fronte progressista, che per scopi esclusivamente elettorali accoglie anime dissimili, comprese quelle estreme, che per ideologia rifiutano ogni espressione di liberalismo. Il liberale, anche se tale si dichiara, non essendo progressista viene tacciato di fascista da chi fascista lo è davvero. Anche se si vanta di non esserlo.
