È ormai un fatto scientifico: la mamma dei cretini non solo è sempre incinta, ma manda costantemente i pargoli in trasferta. Ennio Flaiano dimenticò di precisare che la stupidità dà il meglio di sé ben lontano da casa, e in Sardegna vince il campionato a mani basse.
L’ultimo fuoriclasse della categoria è un turista olandese fermato all’aeroporto di Elmas con otto pietre di calcite nel bagaglio da stiva. Non ciottolini presi sul bagnasciuga, sia chiaro, ma sassi staccati con fiera ostinazione dal monumentale faraglione di Pan di Zucchero, a Nebida. Risultato? Sequestro, maximulta e candidatura ad honorem al mai nato Nobel per la Cretineria Applicata. Mentre la polizia di frontiera aggiorna la collezione di reperti — tra bottigliette di sabbia dorata, quarzi di Is Arutas e macigni vari —, sorge un legittimo dubbio logistico. Visti i costi sconsiderati dell'extrabagaglio sui voli low-cost, cosa diavolo aveva in valigia ‘sto fenomeno prima di depredare le nostre coste? Il sospetto è un guardaroba in stile Nino D’Angelo anni Ottanta: «’Nu jeans e ’na maglietta». Un solo ricambio per ben due settimane di vacanza, sacrificando l’igiene personale pur di fare spazio al bottino mineralogico. Un sacrificio (che non dev’essergli costato troppo) di purezza corporea sull’altare del souvenir abusivo. Buon rientro a casa e, mi raccomando: fatti una doccia, gentile visitatore.

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