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Cosa dicono le stelle per il 28 marzo

Stiamo a casa
(ansa)
(Ansa)

In questo periodo sospendiamo l'oroscopo.

Se potessimo davvero interrogare le stelle ci direbbero soltanto: state a casa. E' l'unico aiuto che possiamo dare alla collettività, a chi è stato colpito da questo virus inaspettato e a chi deve aiutare chi si è ammalato: i medici e tutto il personale sanitario che sta lottando per lasciare in vita più persone possibili. Aiutando loro, ci aiutiamo tutti.

Il periodo è difficile, anche le stelle sembrano essersi rintanate lasciando il posto alla neve di primavera come a Lanusei in questi giorni, al freddo e alla pioggia in molte altre zone d'Italia. Il cielo è plumbeo, come il cuore di quasi tutti noi. Quasi, perché ancora qualcuno non ha capito la portata di questo disastro. Qualcuno continua ad uscire.

Nulla sarà più urgente e più importante dell'osservanza di questa restrizione imposta. Imposta sì. Perché se fossimo più avvezzi all'osservanza delle leggi nessuna imposizione, nessuna app, nessun drone, nessun posto di blocco sarebbero stati necessari per controllare che osserviamo le regole.

Qualcuno continua a inventare pretesti per giustificare un'uscita, senza capire che non sta imbrogliando lo Stato, i concittadini, i genitori, i parenti o gli amici ma se stesso e poi tutti gli altri. Il senso civico latita. Il senso di responsabilità, quello sconosciuto.

Abbiamo tutti negli occhi il corteo di camion militari con a bordo le bare con dentro Persone. Persone. Persone. Persone... centinaia di Persone. E poi migliaia. Un numero troppo alto anche se fosse una sola Persona lì dentro, colpita da questo nemico invisibile, impalpabile, subdolo, come lo descrivono gli stessi esperti che di virus ne conoscono e ne hanno curati, e che per le sue caratteristiche continua a colpire la nostra Terra, la nostra Europa, il mondo.

Non conforta per nulla il fatto che la maggior parte di quelle bare, anonime ma con dentro una vita con nome e cognome, appartenessero a persone anziane e con patologie pregresse. Nessuno, neppure un anziano dovrebbe mai morire da solo, senza la carezza di un famigliare, senza il conforto di una cura, senza una terapia che lo accompagni verso una dolce morte.

E' insopportabile sapere che stanno morendo giovani, l'età si sta abbassando sempre più e non è naturale concepire che un adolescente, un trentenne o quarantenne muoiano per mancanza di ossigeno. Ma non è meno dolorosa la morte di un anziano, che è la nostra storia, la nostra memoria, la nostra biblioteca privata e preziosa.

Le stelle saranno impegnate ad accompagnare tutti questi genitori, nonni, e spesso amici. Il ricordo di questo ultimo viaggio anomalo resterà nei ricordi di ciascuno di noi, parenti o estranei, perché in questo dolore tutti ci riconosciamo senza esserci mai incontrati, ripromettendoci di abbracciare ogni persona che incontreremo appena il peggio sarà passato.

Le stelle non fanno previsioni, ma perché questo accada ci ricordano: stiamo a casa.

(Unioneonline)

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