SALUTE

Lotta ai tumori

Gli occhiali speciali che svelano il cancro alla bocca: lo straordinario brevetto italiano

L'idea è di un giovane ricercatore di Novara
gli avveniristici occhiali (foto da sito web ufficiale)
Gli avveniristici occhiali (foto da sito web ufficiale)

Speciali occhiali anti-cancro, in grado di individuare i tumori della bocca. L'idea è di un giovane cervello italiano, il 24enne sorrentino Francesco Di Nardo, dal 2017 dipendente dell'Asl di Novara come medico della Direzione medica di presidio ed epidemiologo.

Il suo brevetto, battezzato "Goccles" (Glasses for Oral Cancer - Curing Light Exposed - Screening), permette di arrivare a una diagnosi precoce del tumore del cavo orale. Una rivoluzione assoluta in campo scientifico e tecnologico, tanto da aggiudicarsi il secondo posto dell'Edison Annual Award 2019 a New York.

A scommettere sull'idea e a brevettare gli occhiali Goccles è stata la Pierrel Pharma, che ha realizzato così un prodotto destinato a conquistare il mercato internazionale. L'occhiale è dotato di filtri ottici speciali per la prevenzione dei tumori del cavo orale, ed è in sostanza capace di evidenziare lesioni precancerose o sospette allo stadio precoce.

Per poter essere utilizzato ha bisogno di una fonte luminosa non sofisticata, quali le lampade fotopolimerizzanti già presenti in tutti gli studi odontoiatrici; non è un dispositivo invasivo per il paziente e consente una valutazione dello stato di salute della mucosa orale in soli 60 secondi.

"L'idea - racconta Di Nardo - è nata durante il percorso di studi all'Università Cattolica di Roma, mentre frequentavo l'Unità Operativa di Chirurgia maxillo facciale del Policlinico Gemelli e preparavo la tesi con il dottor Alessandro Moro e il professor Sandro Pelo. Dalla consapevolezza delle scarse probabilità di guarigione dei pazienti operati per tumore del cavo orale in stadio avanzato, la nostra attenzione si è spostata dal trattamento chirurgico alla prevenzione precoce".

Insieme a Moro e Pelo "siamo partiti dal fenomeno dell'autofluorescenza, che permette di vedere alcune alterazioni della mucosa orale - continua Di Nardo - e ci siamo resi conto che sfruttando la luce della lampada che già si trova negli studi dentistici, era possibile individuare le lesioni precancerose ad un costo accessibile utilizzando dei filtri ottici di nostra creazione".

"Col supporto del centro ricerca dell'Università Cattolica - prosegue - abbiamo sperimentato i Goccles sui pazienti del Policlinico Gemelli, con risultati incoraggianti. Successivamente sono state interpellate e coinvolte nella ricerca la Fondazione Irccs Ca' Granda dell'Università degli Studi di Milano, l'Università degli Studi di Napoli Federico II e il Nuovo Ospedale San Giovanni Battista di Foligno per un'ulteriore sperimentazione. Gli esiti di questo studio multicentrico hanno confermato i nostri risultati e oggi la Pierrel Pharma ha portato il prodotto sul mercato donandogli un look attento allo stile e tanti accessori, in un packaging moderno".

Quello di Di Nardo, aggiunge la Asl di Novare in una nota, è un bell'esempio di controtendenza ai 'cervelli in fuga': "Un medico che ha investito nella tecnologia, coniugando competenza e ingegno tutto italiano, decidendo di restare in Italia e di dedicare il suo impegno in un ospedale del Piemonte".

(Unioneonline/v.l.)

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