POLITICA

crisi di governo

Tabacci: "Conte si dimetta, ho fatto quello che ho potuto"

Il leader di Centro Democratico: "I numeri restano incerti e non serve una maggioranza raccogliticcia"
il premier giuseppe conte (archivio l unione sarda)
Il premier Giuseppe Conte (archivio L'Unione Sarda)

"Ho fatto quello che potevo ma i numeri restano incerti e a questo Paese non serve una maggioranza raccogliticcia. A Conte ho suggerito un gesto di chiarezza: dimettersi per formare un nuovo governo. E se non ci riesce, si va al voto. Per vincere".

Lo ha detto Bruno Tabacci, leader di Centro Democratico, in un'intervista a "la Repubblica", dove ha parlato della crisi di governo, spiegando che questo è "l'unico ragionamento serio che si può fare in questo momento".

"I numeri al momento non si sono materializzati", osserva; e il voto sulla relazione sulla giustizia "lo ritengo un passaggio più pericoloso di quello appena vissuto: perché alla questione politica generale se ne unisce una di merito, su un tema divisivo".

"Renzi ha fatto un errore politico come quello che fece Salvini l'anno scorso - dice - in più in Senato si è lasciato andare a una polemica personale e velenosa. Non credo ci siano più le condizioni per un dialogo".

"Conte resta l'elemento imprescindibile di stabilità per la coalizione. Ma se la maggioranza non c'è deve prenderne atto prima di mercoledì - rileva - deve dimettersi e cercare di costruire un altro governo, con personalità autorevoli. Con un passaggio formale, di chiarezza: chiamiamo tutti alle proprie responsabilità. E se non ci sono le condizioni si va alle urne.

E con Conte al centro, alla guida di una sua lista e al vertice della coalizione, la partita è pienamente aperta. Le elezioni non sono la soluzione che auspico, ma mi sembra che verso il voto stiamo rotolando. Di certo, non c'è un solo minuto da perdere. E una cosa mi sembra chiara: il presidente Mattarella non può mettere a disposizione la veranda per un nuovo giro di valzer". (Unioneonline/F)

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