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Spiagge dell'oristanese e Coronavirus

I sindaci lavorano sull'ipotesi del numero chiuso
la spiaggia di s archittu deserta (archivio l unione sarda)
La spiaggia di S'Archittu deserta (Archivio L'Unione Sarda)

Un giro fra le spiagge dell'Oristanese, da San Giovanni di Sinis a S'Archittu, racconta uno scenario inedito se pensiamo che la stagione estiva è alle porte: nessuno che passeggia nel lungomare di Putzu Idu, solo una pattuglia della Forestale a presidiare la zona e controllare eventuali trasgressori. Nella Salina manna, diventata un acquitrino grazie alle piogge dei giorni scorsi, una lunga teoria di fenicotteri indisturbati, come accade raramente. Non stupisce che si siano radunati in tanti: nella borgata marina di San Vero Milis si sentono solo i gabbiani e lo sciabordio delle onde. Con la situazione di emergenza, che impone di stare a casa ancora per qualche giorno, non si ha nemmeno la percezione che l'estate sia alle porte: i chioschi e i bar sono chiusi, i ristoranti hanno la serranda abbassata, gli operatori attendono di capire come organizzarsi per la stagione.

Lo scenario non cambia a S'Archittu e a Santa Caterina, passando per Is Arenas. Ma intanto i Comuni si preparano ad affrontare l'accesso alle spiagge, dove le distanze andranno rispettate, con un numero limitato di bagnanti e qualche sindaco sta già lavorando su una idea: ingresso a numero chiuso. "Dovremo vedere le linee guida nazionali e regionali e capire come organizzarci" spiega il sindaco di Oristano Andrea Lutzu. "Sentiremo naturalmente anche gli operatori turistici di Torregrande". Andrea Abis, sindaco di Cabras il cui territorio si estende su una trentina di chilometri di costa, sta lavorando su qualche idea precisa: "L'accesso alle spiagge sarà a numero definito e chiuso, contando i bagnanti magari con un sistema elettronico collegato ai parcheggi. E questo comporta la disponibilità di un consistente numero di addetti al controllo, ma non possiamo farne a meno e vedremo come organizzarci".

L'Arco, monumento naturale (Archivio L'Unione Sarda)
L'Arco, monumento naturale (Archivio L'Unione Sarda)

All'opera anche gli amministratori di San Vero Milis, che ha un patrimonio costiero lungo 26 chilometri da S'Anea Scoada a Sa Rocca Tunda e Su Crastu Biancu, con una fetta di Is Arenas. "Stiamo lavorando per valutare come regolarizzare l'accesso in spiaggia" spiega Luigi Tedeschi, sindaco di San Vero Milis che ha un patrimonio di costa lungo 26 chilometri da S'Anea Scoada a Sa Rocca Tunda. "Una cosa è certa: ci dovrà essere una precisa regolamentazione e nessuno spazio all'improvvisazione. Facciamo parte dell'Unione dei Comuni Costa del Sinis e nei prossimi giorni incontrerò i sindaci di Narbolia, Cabras e Riola per valutare eventuali proposte e capire come organizzare l'accesso alle spiagge ma anche gli eventi estivi, che nei nostri territori occupano uno spazio considerevole. La nostra proposta sarà concordata anche con gli operatori delle attività produttive, che in questo periodo di blocco hanno risentito in modo negativo".

Più preoccupato Gian Giuseppe Vargiu, sindaco di Narbolia, con due chilometri di spiaggia a Is Arenas: "Non abbiamo idea di come ci si potrà organizzare, per noi è un problema controllare gli accessi alla spiaggia perché non abbiamo personale che possa occuparsene. Prima che scoppiasse l'emergenza avevamo predisposto i lavori per sistemare la passerella che consente di arrivare in spiaggia, accanto al campeggio Nurapolis, speriamo di poter dare il via all'intervento il prima possibile". E in ogni caso il distanziamento dei bagnanti non sarà un problema nella spiaggia di Is Arenas, particolarmente profonda.

Se per i litorali lunghi come quelli del Sinis non ci sarebbero problemi nel rispettare la distanza fra ombrelloni e teli da bagno, sarà complicato, invece, nelle calette di S'Archittu, Santa Caterina e Torre del pozzo: lo spazio è davvero ristretto. Ma a S'Archittu c'è anche un luogo suggestivo e magico, che negli anni è stato tante volte set cinematografico: l'Arco, monumento naturale, e la sua spiaggetta, una bomboniera della natura, troppo spesso maltrattata dall'eccessiva presenza di bagnanti. Prendere il sole sulla sabbia candida resterà solo un bel ricordo. "A prescindere dall'emergenza Covid-19 una ordinanza del Comune vieta sostare nella spiaggetta , visto che da tempo c'è il pericolo di frana. Già da tempo lo vietava un'ordinanza della Capitaneria, che ora ha competenza sul mare" spiega il sindaco Gianni Panichi. Divieto che, in realtà, fino alla scorsa estate nessuno rispettava, visto che molti bagnanti la affollavano senza lasciare talvolta lo spazio per il passaggio. Si pone, quindi, la necessità di controllare: "Organizzeremo la sorveglianza in funzione della disponibilità del personale" conclude Panichi.

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