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Vitalizi ai consiglieri, Zedda su Facebook: "Pensano ai loro privilegi". E Pais risponde

L'ex sindaco di Cagliari critica il contenuto della prima legge proposta dalla maggioranza. Sul caso intervengono anche Desirè Manca e Michele Pais
massimo zedda (archivio l unione sarda)
Massimo Zedda (Archivio L'Unione Sarda)

Continuità territoriale? Vertenza latte? Porto Canale? Niente di tutto questo è il contenuto della prima legge che la maggioranza leghista e sardista ha proposto in Consiglio regionale.

A lanciare la "bomba" è Massimo Zedda, ex sindaco di Cagliari e ora consigliere regionale, che coglie anche l'occasione per il suo endorsement a sostegno di Francesca Ghirra, candidata alla carica di primo cittadino per il capoluogo in occasione delle elezioni di domenica.

"Dicono sempre - scrive Zedda nel suo post su Facebook parlando della maggioranza - 'prima gli italiani, prima i sardi'. Ma la verità è che pensano solo a se stessi. Pensano solo ai privilegi e alle pensioni per i consiglieri regionali".

Per quanto riguarda in particolare la proposta per i vitalizi: "La spesa, a carico delle cittadine e dei cittadini, nel bilancio regionale, per il solo 2019 è pari a 1.149.984 euro, che si ripeterà per gli anni a venire di questa legislatura per un totale di 5.749.920 euro".

E ricorda quando aveva rinunciato "dimettendomi, appena proclamato sindaco, dalla carica di consigliere regionale poche settimane prima di maturare la pensione, a un vitalizio che sarebbe stato di 1.850 euro al mese, dopo solo due anni sei mesi e un giorno, che avrei percepito al compimento del sessantacinquesimo anno di età. Con due legislature, la precedente normativa prevedeva un vitalizio di quasi 4.000 euro netti al mese al compimento del sessantesimo anno di età e così via".

E poi: "Non ho problemi, come non ne ho avuto a rinunciare già una volta al vitalizio, a dichiarare oggi la mia assoluta contrarietà a questa proposta di legge che, se approvata, contribuirebbe a garantire privilegi a pochi e ad aumentare la distanza tra la politica e i cittadini".

Desirè Manca (foto ufficio stampa)
Desirè Manca (foto ufficio stampa)

MANCA - Sulla vicenda interviene anche Desirè Manca, capogruppo dei Cinque Stelle in Consiglio.

"Nascosto nella proposta di legge per il ricalcolo dei vitalizi in essere su base contributiva - scrive in una nota -, viene introdotto un assegno mensile che i consiglieri regionali potrebbero riscuotere al compimento dei 65 anni se rimasti in carica per un solo quinquennio, ma l'età per ricevere il privilegio potrebbe scendere fino ai 60 anni. Accade così che in un provvedimento teso al contenimento della spesa, la stessa aumenti di 1.149.984,00 euro all'anno, per arrivare per l'intera legislatura alla bella cifra di 5.749.920,00 euro".

"Ma c'è di più - aggiunge - da un'analisi del provvedimento, il vitalizio mascherato si basa sull'articolo 2, comma 1, lettera m, del decreto legge n. 174 del 2012. Lo stesso articolo recita, nella parte finale, 'le disposizioni di cui alla presente lettera non si applicano alle regioni che abbiano abolito i vitalizi', che è esattamente il caso della nostra regione".

"Questo provvedimento - conclude - non lo voteremo mai".

PAIS - E la risposta da parte della maggioranza non è tardata ad arrivare, con una nota di Michele Pais, presidente del Consiglio regionale: "Nessun euro in più ai consiglieri regionali. La proposta di legge che arriva all'esame della Prima commissione è la riproposizione letterale del testo che deriva dall'accordo Stato-Regioni in attuazione della Legge di Bilancio dello Stato e dalla Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali".

La legislazione statale, spiega in un comunicato, impone che anche il Consiglio regionale della Sardegna approvi "entro il 30 giugno la legge che riaffermi il principio di diritto in base al quale qualunque lavoratore, dall'operaio al professionista, e quindi anche il politico, debba ricevere un trattamento previdenziale in funzione a quanto versato. L'applicazione di tale principio contributivo porta alla riduzione dei vitalizi, finora sganciati da quanto effettivamente versato e che grazie a tale provvedimento verranno anche drasticamente ridotti".

"L'unico rammarico - dice ancora - è arrivare in ritardo a tale prioritario obiettivo ben conseguibile già dalla scorsa legislatura. Ovviamente il Consiglio regionale, che è sovrano, è libero di condividere o meno apportando alla Proposta di legge le modifiche che riterrà opportune".

(Unioneonline/s.s.)

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