CRONACA - MONDO

Città del Vaticano

Il Papa vola in Iraq: una "carezza" dopo anni di violenze

Trasferimento a Baghdad con volo covid-free, predisposte rigide misure di sicurezza

Tutto pronto per il viaggio del Papa in Iraq, appuntamento storico al via domani, fortemente desiderato e che ora Bergoglio realizza sfidando pandemia e sicurezza.

"Finalmente sarò tra voi", ha annunciato oggi in un videomessaggio rivolto alla popolazione irachena. "Desidero tanto incontrarvi, vedere i vostri volti, visitare la vostra terra, antica e straordinaria culla di civiltà", ha detto a poche ore dalla partenza.

VIAGGIO PASTORALE E POLITICO - Una visita all'insegna della pace e della speranza. Un viaggio pastorale ma anche politico. "Vengo come pellegrino penitente per implorare dal Signore perdono e riconciliazione dopo anni di guerra e di terrorismo - sono le parole del Pontefice -, per chiedere a Dio la consolazione dei cuori e la guarigione delle ferite".

Ai cristiani, che hanno sofferto in questa terra una dura persecuzione per mano dell'Isis il Papa dice che vuole portare loro "la carezza della Chiesa". E nella terra di Abramo, il padre di tutte le religioni monoteiste, Bergoglio rilancia la via del dialogo: "In questi tempi duri di pandemia, aiutiamoci a rafforzare la fraternità, per edificare insieme un futuro di pace. Insieme, fratelli e sorelle di ogni tradizione religiosa. Da voi, millenni fa, Abramo incominciò il suo cammino. Oggi sta a noi continuarlo, con lo stesso spirito, percorrendo insieme le vie della pace!".

L'AGENDA - Il Papa lascerà Roma domani mattina alle 7.30 con un volo covid-free. "E' stato applicato uno speciale protocollo sanitario", assicurano da Alitalia, la compagnia che lo porterà a Baghdad.

Sul posto a preoccupare, invece, non è solo la pandemia ma anche la sicurezza e per questo sono state messe a punto rigide misure.

A garantire l'incolumità del Papa e delle persone che lo accompagnano sono le forze di sicurezza irachene, di concerto con la Gendarmeria vaticana. Quanto alla presenza di eventuali rafforzi da parte delle forze occidentali, presenti in Iraq, dal Vaticano fanno sapere che "la sicurezza è sempre nelle mani del Paese ospitante" che decide come organizzarla al meglio. Papa Francesco molto probabilmente si muoverà con un'auto blindata.

LA PANDEMIA - L'Iraq vive proprio in questi giorni il suo lockdown con la chiusura di tutti i luoghi pubblici, comprese le moschee. Centellinate le presenze agli eventi con il Papa; l'unico appuntamento con più persone, circa 10mila, si terrà nello stadio di Erbil, in Kurdistan, dove domenica 7 marzo il Papa celebrerà la Messa.

Una "visita storica": con queste parole il governo iracheno annuncia l'arrivo di Papa Francesco. Il presidente della Repubblica Barham Salih ha affermato che la visita contribuirà a rafforzare i valori di tolleranza e pace a livello globale, non solo in Iraq, aggiungendo che "il viaggio di Papa Francesco in Mesopotamia sarà un messaggio di pace per gli iracheni di tutte le religioni e contribuirà ad affermare i nostri valori comuni di giustizia e dignità". Il Primo Ministro Mustafa Al-Kadhimi ha affermato che la visita del Papa contribuirà a consolidare la stabilità e aiuterà a promuovere uno spirito di fratellanza in Iraq e in tutta la regione. "Il mondo intero apprezza la dedizione di Sua Santità per i valori della pace, della dignità e per porre fine ai conflitti", sottolinea il governo di Baghdad.

(Unioneonline/v.l.)

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