I soldati della missione Unifil guidata dalla Brigata Sassari continuano ogni giorno a svolgere operazioni per consentire il passaggio di convogli umanitari e di altri movimenti civili all’interno della loro area di operazioni.

«Tra queste attività – si legge in una nota -, un ruolo fondamentale è svolto dalle squadre di bonifica degli ordigni esplosivi (Eod), che, ad esempio, ispezionano e mettono in sicurezza quotidianamente diverse strade da eventuali esplosivi».

Dall’escalation delle ostilità all’inizio di marzo, hanno individuato e neutralizzato decine di ordigni inesplosi, dispositivi esplosivi improvvisati (Ied) e droni precipitati.

«Si tratta di compiti sempre più pericolosi, poiché mine vengono collocate lungo le strade in varie località. I peacekeeper hanno inoltre fornito scorte di sicurezza ai convogli umanitari, coordinando anche numerose altre missioni di questo tipo».

Ieri, un gruppo di soldati dell’Unifil ha lavorato per l’intera giornata alla riapertura di un tratto stradale di 2,5 chilometri che collega alcuni villaggi del sud con Naqoura, danneggiato durante le recenti ostilità.

Dotati di macchinari per il movimento terra, escavatori e bulldozer, i militari hanno colmato crateri, rimosso blocchi stradali, riparato buche e individuato e neutralizzato ordigni inesplosi e altri pericoli residui.

(Unioneonline/A.D)

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