CRONACA - MONDO

la pandemia

Francia, Spagna, Grecia, l'Europa trema: boom di contagi ovunque

Emergenza anche in Olanda, Romania, Belgio, non bene in Germania e Croazia
(ansa)
(Ansa)

Il virus in Europa torna a far paura. I movimenti per le vacanze, gli assembramenti in locali e discoteche, una popolazione giovanile che dopo i duri mesi del lockdown è tornata a popolare le città e non sempre lo fa rispettando le precauzioni anti-contagio.

I dati delle ultime 24 ore sono decisamente preoccupanti in diversi Paesi europei.

In Spagna sono stati registrati 1.690 contagi, e dal conteggio mancano i dati di Madrid, non computati per problemi tecnici. Numero che dovrebbero far aumentare non di poco il dato nazionale, visto che quella della Capitale è una delle zone più colpite.

Non va meglio in Francia, dove oggi sono stati segnalati ben 2.524 casi, quasi il doppio rispetto a quelli di ieri. Parigi può sorridere per il numero dei pazienti ricoverati, che continua a diminuire pur tenendosi su cifre molto elevate rispetto ad esempio a quelle italiane. Negli ospedali ci sono 4.891 pazienti Covid, 121 in meno di ieri, 379 quelli in rianimazione, 12 in meno nelle ultime 24 ore (in Italia sono 51). Oggi si registrano anche 17 vittime, per un totale di 30.371 da inizio epidemia.

Sopra i mille casi anche la Germania, dove sono 1.226 i contagi delle ultime 24 ore. Il ministro della Salute Jens Spahn ha espresso preoccupazione definendo i dati "inquietanti". "Vediamo come non solo per il rientro dai viaggi, ma anche per party e feste di ogni tipo, si stanno verificando focolai in ogni regione. Se adesso non stiamo attenti, questo può produrre una certa dinamica", ha detto. "L'aumento dei contagi preoccupa e deve preoccupare: non ci sono grandi focolai, ma ce ne sono di piccoli e medi ovunque. I nuovi casi riguardano soprattutto i giovani, un'escalation va assolutamente evitata", ha dichiarato un portavoce del governo della Cancelliera Angela Merkel.

Quanto ai Paesi che più stanno facendo discutere in Italia, con l'ordinanza firmata da Speranza, la Grecia oggi ha registrato la cifra record di nuove infezioni, ben 262. Il numero dei pazienti in terapia intensiva è quasi raddoppiato in una settimana, passando da 13 a 24. Le autorità hanno attribuito il picco dei contagi alla violazione delle regole di distanziamento sociale nei ristoranti, nei bar e nelle riunioni pubbliche, l'età media delle persone contagiate è scesa a 36 anni. Così il governo ha annunciato nuove misure di contenimento: coprifuoco notturno per ristoranti e bar in alcune delle principali destinazioni turistische: chiusure da mezzanotte alle 7 in una dozzina di località, comprese le isole di Mykonos, Santorini, Corfù, Rodi e Creta. Nuove restrizioni per l'ingresso in Paese dai Balcani, mentre dal 17 agosto chi arriva da Belgio, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Spagna e Svezia deve fornire un test Covid negativo ottenuto non più di 72 ore prima dell'ingresso nel Paese.

Le cose vanno male anche in Croazia, dove con 130 casi in 24 ore si registra il secondo aumento giornaliero peggiore di sempre, inferiore al solo 11 luglio quando i contagi erano 140. I casi attivi sono 686, solo otto le persone in terapia intensiva. Anche qui la crescita dei contagi riguarda giovani, spesso di rientro dalle vacanze sulla costa, dove non sono rare scene di feste affollate in bar e locali notturni. Da oggi bar e locali non possono più servire i clienti al chiuso, possono restare aperti solo quelli con spazi all'aperto.

Sono altri 49 i positivi nella piccola Malta su 2.200 test effettuati nelle ultime 24 ore. Sale così a 486 il numero dei casi attivi e mentre molti paesi hanno inserito Malta nella lista nera, il governo continua nella massiccia campagna di tracciamento e tamponi a tappeto ma resiste alle richieste di tornare a chiudere le frontiere, azione che in primavera aveva permesso di contenere i contagi ai minimi termini. Sui 1.190 casi totali registrati sull'arcipelago a partire dal 7 marzo, quasi la metà sono emersi nelle ultime due settimane innescati da feste pubbliche e private, ma soprattutto dalla movida.

Non va meglio in Belgio, dove diventa obbligatorio l'uso della mascherina in tutti i luoghi pubblici della Regione di Bruxelles, dove si registrano più di 600 nuovi casi al giorno su un territorio di circa 1,2 milioni di abitanti.

Fallimentare il tentativo della Svezia di ottenere l'immunità di gregge senza lockdown: solo il 15% ha sviluppato anticorpi contro il 40 previsto dal governo. La Svezia ha inoltre il triplo dei casi per milione di abitanti rispetto alla Danimarca, quattro volte in più della Norvegia e cinque della Finlandia.

Torna l'emergenza anche in Olanda, dove il Parlamento ha interrotto la pausa estiva per una discussione straordinaria col premier Rutte sull'incremento della malattia che segna in una settimana 4.036 nuovi casi, soprattutto nei focolai di Amsterdam e Rotterdam. E c'è un nuovo record di contagi in Romania, il Paese dei Balcani più colpito: 1.415 casi in 24 ore.

(Unioneonline/L)

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