CRONACA - MONDO

il caso

Decine di marines infetti in due basi giapponesi: "Vogliamo dati reali, siamo preoccupati"

Il governatore di Okinawa non si fida dei numeri dati dai vertici militari Usa
una vecchia manifestazione dei residenti contro i marines (ansa)
Una vecchia manifestazione dei residenti contro i marines (Ansa)

Decine di marines infetti in due basi americane nell'Isola giapponese di Okinawa.

Un focolaio che sembra molto significativo, e che fa tremare Tokyo. Sono 61 i casi, riferisce la prefettura locale, precisando che i contagi sono stati confermati dal comando della base aerea di Futenma e quella di Camp Hansen, e aggungendo che il comandante della rappresentanza militare Usa, il generale Stacy Clardy, ha discusso della situazione al telefono con il governatore di Okinawa Denny Tamaki.

"Il corpo dei Marines ha riscontrato due focolai separati che hanno determinato la diffusione delle infezioni, il personale interessato rimarrà in isolamento", recita un comunicato del comando centrale.

Una replica al governatore Tamaki che poco prima si era dimostrato scettico sulle misure predisposte per prevenire l'ulteriore espansione dei contagi, anche per via dei festeggiamenti dei militari sulle spiagge in occasione delle celebrazioni del 4 luglio. "I cittadini giapponesi sono scioccati da ciò che è stato detto dai militari Usa, chiediamo trasparenza". Il timore è che il contagio sia diffuso ancor più dei numeri riportati dagli States.

Okinawa ospita oltre la metà delle circa 50mila truppe americane di stanza in Giappone nel quadro di un patto di sicurezza bilaterale. Ma la convivenza con la popolazione è tutt'altro che semplice: in molti si lamentano dell'inquinamento, del rumore e degli episodi di criminalità legati alle basi statunitensi. Ora ci si mette anche il coronavirus.

(Unioneonline/L)

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