CRONACA - MONDO

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Impiccato per aver bevuto alcol, la condanna di Amnesty: "Crudeltà e disumanità"

La barbara esecuzione è avvenuta nel Nordest del Paese: l'uomo aveva 55 anni
foto simbolo (ansa)
Foto simbolo (Ansa)

Ha consumato bevande alcoliche e per questo è stato condannato all'impiccagione.

Succede in Iran e precisamente a Mashhad, nel Nordest del Paese, e la denuncia arriva da Amnesty International.

L'uomo, 55 anni, si chiamava Morteza Jamali. Secondo il codice penale islamico vigente in Iran, spiega l'associazione impegnata in favore dei diritti umani, il consumo di bevande alcoliche è punibile con 80 frustate fino alla terza condanna. Ma a partire dalla quarta volta può essere applicata la pena di morte.

E' il caso evidentemente della vittima: "Le autorità iraniane - spiega Diana Eltahawy, la vice direttrice di Amnesty per la regione del Medio Oriente e dell'Africa - hanno dato prova della crudeltà e disumanità del loro sistema giudiziario mettendo a morte un uomo solo per avere bevuto alcol".

"La vittima - aggiunge - è l'ultima persona a venire giustiziata nella prigione di Valkalibad, luogo di numerose esecuzioni di massa".

(Unioneonline/D)

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