CRONACA - MONDO

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Ok alla riforma costituzionale di Putin: pieni poteri per lo zar, che può restare al Cremlino fino al 2036

Tante le modifiche introdotte, quasi tutte per accentare i poteri nelle mani di Vladimir Putin
vladimir putin (ansa)
Vladimir Putin (Ansa)

Putin presidente fino al 2036. La riforma della Costituzione proposta dallo "zar" ha passao il vaglio degli elettori. Il 77,92% dei vontanti ha approvato le modifiche che permettono a Putin di aggirare il limite di due mandati presidenziali consecutivi e gli consentono così di restare potenzialmente fino al 2036 al Cremlino, allontanando lo spettro di una lotta per la sua successione.

Questa è la principale novità della riforma, anche se i media russi l'hanno praticamente ignorata. Ma non è l'unica. Altri emendamenti ridisegnano le competenze dei vari organi aumentando di fatto i poteri del Capo dello Stato, altri danno valore costituzionale al patriottismo e ai principi conservatori promossi da Putin nei sui 20 anni ai vertici della Federazione.

Nella nuova Costituzione ad esempio il matrimonio è definito come "unione tra un uomo e una donna", rinvigorendo il divieto dei matrimoni gay in un Paese in cui i diritti delle minoranze sono già calpestati.

Presenta anche un accenno alla "fede in Dio", il divieto di sminuire il contributo sovietico nella lotta al nazismo e di cedere ad altri Paesi parti del territorio russo (un modo, quest'ultimo, per ribadire che la Crimea non tornerà all'Ucraina). Si afferma inoltre che la Russia è erede dell'Urss, legittimando così le mire di Putin sui Paesi ex Unione Sovietica.

Altre modifiche riguardano invece il benesse socio-economico: l'indicizzazione delle pensioni, il divieto di stipendi inferiori a 135 euro al mese.

Quanto al nuovo assetto istituzionale, il Capo dello Stato potrà imporre il proprio premier anche senza sciogliere la Duma nel caso in cui quest'ultima respinga la persona scelta dal presidente, che potrà inoltre destituire i giudici della Corte costituzionale e della Corte suprema e "dirigere il lavoro generale del governo". I ministri, in sostanza, dovranno rispondere al Cremlino.

Gli ex presidenti diventano automaticamente senatori a vita con tanto di immunità partlamentare. Infine, Putin si dota di una sorta di filtro per eliminare le sentenze sgradite dei tribunali internazionali. Il diritto internazionale infatti non si applica che la Corte Costituzionale lo reputa in contrasto con la legge russa.

(Unioneonline/L)

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