CRONACA - MONDO

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Caso Floyd, Elisabetta Canalis: "Chi protesta sta scrivendo una pagina di storia"

La testimonianza esclusiva da Los Angeles, una delle città Usa in prima linea per chiedere "giustizia" per il 46enne afroamericano morto durante un fermo di polizia
elisabetta canalis durante le proteste a los angeles (da instagram)
Elisabetta Canalis durante le proteste a Los Angeles (da Instagram)

Nonostante il cambiamento che sta avvenendo negli Stati Uniti sia frutto del sacrificio di vite umane, penso che l'America stia scrivendo in questi giorni una delle più importanti pagine della propria storia.

Bianchi, neri, latini, asiatici: non ho mai visto cosi tante comunità unirsi e marciare insieme per un unico scopo: cambiare i metodi violenti e brutali usati dalla Polizia. E per chiedere l'accusa di omicidio di primo grado nei confronti dell’agente che ha ucciso George Floyd e anche l'incriminazione dei colleghi che erano presenti (i quali, proprio in queste ore, hanno ricevuto un mandato di arresto).

Ciò che la gente chiede espressamente è accountability da parte delle forze dell’ordine, ovvero: l’assumersi la responsabilità delle azioni commesse.

Quello che è successo a Minneapolis purtroppo non è un caso isolato. Prima di George Floyd, ci sono stati Laquan McDonald, Eric Garner, Michael Brown e Sandra Bland. E sono solo alcuni degli afroamericani vittime dei metodi violenti usati dalla Polizia, la quale solo in rari casi ha pagato per le conseguenze delle proprie azioni.

Sono cresciuta pensando all'America come "The land of the free", la terra delle libertà, e spero di poter essere testimone di questo passo avanti che deve essere fatto a partire da ora. Ho avuto la certezza che le marce pacifiche di questi giorni abbiano inciso molto di più della distruzione messa in atto dai gruppi criminali.

Abbiamo visto poliziotti inginocchiati in mezzo alla strada, soldati della Guardia Nazionale parlare ai manifestanti e la stessa Polizia camminare fianco a fianco dei rappresentanti del movimento Black lives matter. Sono queste le immagini che passeranno alla storia e che tramanderanno un messaggio positivo ai nostri figli.

"Non ci può essere pace dove non c’è giustizia": questo non è solamente lo slogan che ho letto su molti cartelli, ma un diritto inalienabile che viene chiesto per le persone di qualsiasi razza, religione e appartenenza.

Elisabetta Canalis

***

Ho raccolto delle immagini durante la manifestazione e spero vi trasmettano un po’ di quello che ho provato io mentre le filmavo:

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