CRONACA - MONDO

Malaga

"Julen è il figlio di tutti noi": 300 soccorritori per raggiungere il bimbo nel pozzo

Continua la corsa contro il tempo per salvare il piccolo, intrappolato da sei giorni
tanti i macchinari sul posto (ansa)
Tanti i macchinari sul posto (Ansa)

"Julen è figlio di tutti noi. E non si lascia un figlio là sotto. Lo tireremo fuori".

È giunta al sesto giorno l'Operazione salvataggio a Malaga, dove un bambino di due anni e mezzo domenica scorsa, giocando, è caduto in un pozzo strettissimo (25 centimetri di diametro) e lungo 110 metri. Un foro di carotaggio in un campo nei pressi di Totalan, nella provincia di Malaga.

Ma i 300 soccorritori mobilitati non si arrendono, e continueranno a provarci finché non lo tirano fuori, vivo o morto che sia. Lavorano a turni da cento ogni otto ore, i tentativi di raggiungere Julen non si fermano mai.

Una sonda ha provato a raggiungerlo, ma si è dovuta fermare a 70 metri di profondità, per via di una frana che ha ostruito la galleria.

A Totalan una manifestazione per il piccolo (Ansa)
A Totalan una manifestazione per il piccolo (Ansa)

Ora su quella collina c'è un vero e proprio esercito di ruspe. A supporto è arrivata a Totalan, direttamente dalla Capitale, anche una talpa che scavava i tunnel per la metropolitana di Madrid-

E l'intero villaggio mostra la sua solidarietà: i residenti ospitano i soccorritori per evitare loro di fare lunghi percorsi per raggiungere la zona in cui è intrappolato il bambino.

COME SI CERCA DI RAGGIUNGERE JULEN - Entro domani al massimo lunedì (ma c'è chi confida di arrivarci già stanotte) i soccorritori dovrebbero raggiungere Julen. Sono partiti gli scavi per realizzare un tunnel verticale parallelo a quello in cui è intrappolato il bambino. Una volta terminato, si procederà allo scavo di una galleria orizzontale per unire i tunnel e arrivare e Julen.

(Unioneonline/L)

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