CRONACA - ITALIA

Bologna

Meccanico finisce in carcere senza sapere il perché, la Cassazione riapre il caso

Condannato per estorsione, non era mai stato avvisato del processo in corso
(foto www pixabay com)
(foto www.pixabay.com)

Arrestato e portato in carcere per scontare una condanna di cinque anni. Ma non sapeva neanche di essere stato denunciato e processato. È il caso di un meccanico 47enne, raccontato dalla "Gazzetta di Modena" e da poco riaperto dalla Corte di Cassazione, che ha riconosciuto le ragioni della difesa e ha emesso una sentenza che annulla il provvedimento che dichiarava esecutiva la condanna e ha rinviato gli atti alla Corte di Appello di Bologna per riesaminare la vicenda.

All'inizio del 2020 i carabinieri si presentarono sul luogo di lavoro dell'uomo dicendogli che era stato condannato a cinque anni per estorsione.

All'origine di tutto un prestito, risalente a qualche anno fa, di 500 euro a un conoscente. L'uomo non aveva più reso nulla dicendo al meccanico di non aver mai avuto niente. E allora la rabbia del meccanico e la frase: "Ridammi i soldi o ti taglio la gola".

Quindi la denuncia del conoscente, ma la notifica dell'indagine non è mai arrivata al meccanico. L'uomo, infatti, nel frattempo aveva cambiato casa e le raccomandate erano tornate indietro.

All'udienza preliminare venne nominato un avvocato d'ufficio che si fece sostituire, fu quindi rinviato a giudizio e al processo arrivò un altro legale d'ufficio che non reperì mai l'assistito. Il dibattimento, in contumacia, si concluse a maggio 2019 con la condanna a cinque anni e nessuno impugnò la sentenza, divenuta così definitiva con la conseguenza dell'ordine di carcerazione.

Dopo l'incredibile vicenda la moglie si è rivolta all'avvocato Luca Lugari, che ha presentato una prima istanza al tribunale di Modena, respinta. Quindi ha fatto ricorso in Cassazione, invocando le normative Cedu sulle lesioni dei diritti degli imputati giudicati in contumacia a propria insaputa.

La seconda sezione penale della Suprema corte ha accolto le ragioni della difesa, disponendo che la Corte di appello fissi un'udienza per ridiscutere l'istanza. A quel punto l'uomo potrebbe essere scarcerato, in attesa di un nuovo ricorso in appello per discutere nel merito del processo.

(Unioneonline/v.l.)

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