CRONACA - ITALIA

il caso

Quelle 400mila dosi di vaccino date a categorie non a rischio, l'allarme dei medici

"Inaccettabile vaccinare prima chi non è sul fronte come ad esempio il personale amministrativo degli ospedali"
(ansa)
(Ansa)

Sono morti quasi 300 camici bianchi in Italia da inizio pandemia, eppure molti vaccini vengono somministrati a medici che non sono a rischio contagio né in prima linea nella lotta al virus.

Lo denuncia il presidente della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli. Quasi 400mila le dosi somministrate ad esempio al personale amministrativo degli ospedali.

"Inaccettabile vaccinare prima chi non è sul fronte di fronte al prezzo altissimo che la professione medica ha pagato per garantire la salute di tutti, è stata una vera e propria strage".

"Non vogliamo essere chiamati eroi - spiega Anelli -, pretendiamo fatti concreti per tutelare la nostra salute, e il vaccino è il miglior dispositivo di sicurezza".

I numeri: "Ad oggi su un totale di 1,3 milioni di dosi solo 790.251 sono state somministrate agli operatori sanitari. Ben 397.583 dosi sono invece state iniettate a personale non sanitario e non appartenente alle altre categorie a rischio come ad esempio ospiti delle Rsa e over 80. È inaccettabile vedere persone che non svolgono un'attività così rischiosa essere sottoposte al vaccino e osservare una larga parte della professione medica non ancora vaccinata".

Le 400mila dosi, presumibilmente, spiega Anelli, "sono andate, come era stato previsto, a personale non sanitario che lavora negli ospedali, ad esempio il personale amministrativo". Queste, rileva, "non sono categorie a rischio e avrebbero dovuto essere in coda rispetto agli operatori sanitari, inclusi odontoiatri e medici liberi professionisti non inclusi invece nella prima fase della campagna di vaccinazione".

Quanto alla possibilità che vi siano stati anche soggetti non aventi diritto e non previsti che hanno invece avuto accesso alle vaccinazioni, "ci sono delle indagini in corso - ha detto Anelli - ma mi auguro che siano una percentuale trascurabile, altrimenti sarebbe davvero immorale".

Poi, una proposta per l'immediato: "Si utilizzino le settimane prima del previsto arrivo delle dosi del vaccino AstraZeneca, finalizzate a dare avvio alla vaccinazione più ampia della popolazione, per vaccinare tutti i medici".

Un allarme, quello di Anelli, accolto dall'ex ministro della Salute Giulia Grillo: "È necessario fare chiarezza ed attivare controlli immediatamente. Come affermato dal presidente Fnomceo, abbiamo personale sanitario come medici di Inps e Inail, infermieri, personale e ospiti di Rsa e altri professionisti del settore sanitario che ancora devono ricevere il vaccino. Non possiamo permetterci - avverte - di dimenticare questi professionisti molto esposti al rischio di contrarre il coronavirus, né tantomeno gli anziani".

(Unioneonline/L)

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