CRONACA - ITALIA

Vaticano

La decisione di Papa Francesco: via i soldi dalla Segreteria di Stato

I fondi passano all'Apsa: "Più trasparenza e controlli"
(foto ansa)
(foto Ansa)

Un atto con cui il Papa porta a compimento una delle riforme della Curia romana che più gli stava a cuore, e invocata da più parti, la razionalizzazione del comparto amministrativo-finanziario della Santa Sede. Un "cammino che viene da lontano", come ha precisato monsignor Nunzio Galantino, presidente dell'Apsa, in un intervista a "Repubblica", ma che "di sicuro la vicenda dell'investimento sull'immobile di Londra", che ha coinvolto anche monsignor Becciu, "ha reso più urgente".

Papa Francesco, con "motu proprio", ha trasferito all'Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) la gestione di fondi e immobili della Segreteria di Stato.

Una decisione che rafforza, dunque, il ruolo di controllo della Segreteria per l’Economia, che avrà funzioni di Segreteria Papale per le materie economiche e finanziarie.

"Questo Motu proprio non nasce per raddrizzare storture vere o presunte della Segreteria di Stato", il chiarimento di monsignor Galantino. "Di sicuro vi sono parti che riguardano la Segreteria di Stato, ma il testo ha un obiettivo molto più ambizioso. I fedeli hanno il diritto di sapere come vengono gestite le risorse a noi affidate. E noi abbiamo l'obbligo di farlo con trasparenza".

"Non solo nella Chiesa, ma ovunque - dice ancora - si dice che tutti vogliono le riforme ma guai a chi vi mette seriamente mano. Non conosco i rapporti del cardinale Pell con la Segreteria di Stato o con altri organismi vaticani. Ero da tutt'altra parte in quei tempi. Il Papa con questo documento ci ha indicato percorsi e tempi certi di attuazione. Non c'è spazio per fare melina".

IL TESTO - Con il motu proprio, datato 26 dicembre, “circa alcune competenze in materia economico-finanziaria” Papa Francesco sancisce e rende operativo dal prossimo 1 gennaio il passaggio all’Apsa della gestione degli investimenti finanziari e dei beni immobili di proprietà della Segreteria di Stato, compreso l’Obolo di San Pietro. Una decisione che era stata preannunciata dal Pontefice con una lettera dello scorso agosto al cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, e messa a punto da un’apposita “Commissione di passaggio e di controllo” istituita all’inizio di novembre.

Si compie così un passo significativo per portare ad una gestione centralizzata degli investimenti, che diminuisce la discrezionalità, aumenta i controlli e dimostra quanto Francesco non solo avvii le riforme, ma le accompagni con precise linee guida.

Il Papa, all’inizio del motu proprio, scrive che “una migliore organizzazione dell'amministrazione, dei controlli e della vigilanza sulle attività economiche e finanziarie della Santa Sede” è fondamentale nella riforma della Curia “per assicurare una gestione trasparente ed efficiente e una chiara separazione di competenze e funzioni”. In base a questo principio la “Segreteria di Stato, che pure sostiene più da vicino e direttamente l'azione del Sommo Pontefice nella sua missione e rappresenta un punto di riferimento essenziale per le attività della Curia Romana, non è opportuno che compia quelle funzioni in materia economica e finanziaria già attribuite per competenza ad altri Dicasteri”.

GLI ARTICOLI - Nel primo articolo il Papa stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio “la titolarità dei fondi e dei conti bancari, degli investimenti mobiliari e immobiliari, ivi incluse le partecipazioni in società e fondi di investimento, finora intestati alla Segreteria di Stato” passi all’Apsa, “che curerà la loro gestione e amministrazione”. Saranno sottoposti a un controllo ad hoc da parte della Segreteria per l'Economia (Spe), che “d’ora in avanti svolgerà anche la funzione di Segreteria Papale per le materie economiche e finanziarie”.

La Segreteria di Stato “trasferisce quanto prima, non oltre il 4 febbraio 2021, tutte le sue disponibilità liquide giacenti in conti correnti ad essa intestati presso l’Istituto per le Opere di Religione o in conti bancari esteri, all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica su conto bancario da questa indicato”. Nel caso non sia possibile o conveniente cambiare la titolarità dei conti, il Segretario di Stato dovrà entro il 4 febbraio fornire il Presidente dell’APSA di una procura generale, “attribuendogli in via esclusiva ogni potere di ordinaria e straordinaria amministrazione” per “la gestione dei conti correnti bancari; la gestione dei titoli e dei valori mobiliari intestati alla Segreteria di Stato; l'esercizio dei diritti derivanti dalle partecipazioni della Segreteria di Stato in società e fondi di investimento; la gestione degli immobili intestati direttamente o indirettamente alla Segreteria di Stato”.

A decorrere dall’esercizio 2021, si legge ancora nel documento papale, “le contribuzioni a qualunque titolo dovute o liberamente devolute alla Santa Sede da parte di Enti ecclesiali di qualunque tipo”, incluse quelle del Governatorato e dello IOR, “saranno versate su un conto denominato Budget Generale della Santa Sede, gestito dall’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica secondo la normativa vigente, in base al bilancio preventivo approvato”. I trasferimenti delle somme dal conto Budget Generale all'Apsa dovranno essere autorizzati dal Prefetto della Segreteria per l’Economia. Al pagamento delle spese ordinarie e straordinarie della Segreteria di Stato provvederà l’APSA secondo “il bilancio preventivo della medesima Segreteria approvato in base alla normativa vigente”.

Nel secondo articolo Francesco stabilisce che l’Apsa costituisca un accantonamento di bilancio denominato Fondi Papali che per maggiore trasparenza farà parte del bilancio consolidato della Santa Sede, per il quale dovrà tenersi contabilità separata, con l'apertura di specifici sotto-conti per l’Obolo di San Pietro e il “Fondo discrezionale del Santo Padre”, come pure ciascuno dei fondi con particolari vincoli di destinazione per volontà dei donatori. Ciascuno di questi fondi mantiene la sua propria finalità. L’Apsa informerà la Segreteria di Stato sulla situazione dei fondi. Le spese e gli atti di disposizione dal Fondo discrezionale del Santo Padre potranno essere compiuti solo con “sua personale decisione”. E per i pagamenti o gli investimenti non preventivati autorizzati dal Presidente dell’Apsa dovrà esserci sempre anche la controfirma del Prefetto della Spe.

L’articolo terzo si occupa di vigilanza e controllo, e stabilisce che tutti gli Enti citati nell’articolo 1 dello Statuto del Consiglio per l’Economia, inclusi quelli finora sotto il controllo economico e finanziario della Segreteria di Stato, “sono sottoposti al controllo, vigilanza e indirizzo della Segreteria per l’Economia come definito dal proprio Statuto e dalla normativa vigente, con la sola eccezione di quegli Enti per i quali il Santo Padre abbia espressamente disposto diversamente”. I bilanci preventivi e consuntivi “sono trasmessi alla Segreteria per l'Economia, che provvede a sottoporli al Consiglio per l'Economia per la loro approvazione”.

Infine, con l’articolo quarto il Papa stabilisce che l’Ufficio amministrativo della Segreteria di Stato mantenga “esclusivamente le risorse umane necessarie per effettuare le attività relative alla propria amministrazione interna, alla preparazione del proprio bilancio preventivo e consuntivo e alle altre funzioni non amministrative espletate finora”. L’archivio dell’Ufficio riguardante gli investimenti e i fondi viene trasferito all’Apsa.

"Questa nuova legge - si legge in un comunicato della Sala Stampa vaticana - viene a ridurre il numero di responsabili economici nella Santa Sede e a concentrare l’amministrazione, la gestione e le decisioni economiche e finanziarie nei dicasteri rispondenti allo scopo. Con essa, il Santo Padre vuole procedere ad una migliore organizzazione della Curia Romana e a un funzionamento ancora più specializzato della Segreteria di Stato, la quale potrà con maggior libertà aiutare lui ed i suoi successori nelle questioni di maggiore rilevanza per il bene della Chiesa".

(Unioneonline/v.l.)

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