CRONACA - ITALIA

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Migranti, è arrivata la bara del piccolo Yusuf. Ma non può ancora essere seppellito

Alcuni isolani hanno reso omaggio al neonato morto nel naufragio davanti alle coste italiane. E gli sbarchi continuano
la bara del piccolo yusuf (ansa)
La bara del piccolo Yusuf (Ansa)

Stamattina è finalmente arrivata a Lampedusa una piccola bara per il neonato Yusuf Ali Kanneh.

Partito dalla Guinea insieme alla madre, a quanto pare una ragazza di soli 17 anni, il bimbo di soli sei mesi è morto due giorni fa dopo il naufragio di un gommone di migranti davanti alle coste di Lampedusa.

Dopo i soccorsi della nave della Ong Open Arms, il piccolo era stato trasferito nell'isola con una motovedetta della Guardia costiera, insieme alla madre e a un'altra donna incinta, ma è arrivato cadavere.

Non potrà ancora essere seppellito perché si attende l'autorizzazione della procura di Agrigento, dice il sindaco Totò Martello: "Non possiamo stupirci ogni volta per quello che accade nel Mediterraneo, la questione dei migranti è un problema che riguarda tutta l'Europa. E' un tema che deve trovare unita l'Ue, e per dimensioni e gravità non è diverso da questioni come il terrorismo. Gli attentati in Francia ci riguardano tutti, le morti in mare pure. Non c'è più tempo da perdere".

Alcuni isolani stamattina gli hanno fatto visita nella camera mortuaria del cimitero. Con Yusuf sono morte altre cinque persone, mentre i superstiti, insieme ai migranti soccorsi in altri due distinti salvataggi, sono a bordo della nave della Ong alla quale non è stato ancora assegnato un porto di sbarco.

GLI SBARCHI - Intanto continuano senza sosta gli sbarchi di migranti. Dopo i naufragi dei giorni scorsi, oggi una motovedetta della Guardia costiera è intervenuta a sud di Lampedusa per soccorrere due barconi con 168 immigrati a bordo, poi trasferiti sull'isola. Guardia Costiera a Guardia di Finanza stanno monitorando anche altri 6 barchini che si stanno dirigendo in maniera autonoma verso Lampedusa.

Una situazione di cui il ministro dell'Interno, Luciano Lamorgese, ha parlato al consiglio della Ue per gli Affari interni: "Le proposte messe in campo per un nuovo Patto europeo per l'asilo e l'immigrazione devono poter marciare in parallelo, mantenendo una visione di insieme della riforma", ha detto al termine del consiglio, tenutosi in videoconferenza con la partecipazione della commissaria europea Ylva Johansson.

"Apprezziamo l'impegno profuso dalla presidenza tedesca e assicuriamo un atteggiamento costruttivo nel prosieguo del negoziato per raggiungere un accordo su tutto il pacchetto di proposte - ha concluso -. Al momento rileviamo uno sbilanciamento tra responsabilità prevista per gli Stati di primo ingresso e la solidarietà da parte di tutti gli stati membri".

(Unioneonline/D)

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