CRONACA - ITALIA

Trasporti

Montezemolo: "Senza sussidi subito Italo si fermerà"

"Vedo un Paese che vive alla giornata, che stanzia cifre che poi non arrivano, come i 20 miliardi per le infrastrutture fermi da 10 mesi"
luca cordero di montezemolo (archivio l unione sarda)
Luca Cordero di Montezemolo (archivio L'Unione Sarda)

"Non ci siamo. Non disconosco certo l'impegno del governo, ma bisogna dirci la verità: il Covid è l'emergenza assoluta, ma non vorrei che diventi anche il paravento per non affrontare di petto con urgenza i problemi economico-sociali del Paese".

Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera il presidente di Ntv, Luca Cordero di Montezemolo.

"Oggi - commenta - emerge un Paese bloccato, che vive alla giornata, senza una visione. Nessuna strategia di politica economica".

Montezemolo prende a esempio Italo: "I treni ad alta velocità sembrano cliniche: puliti, posti seduti e quindi tracciabili, ricambio d'aria frequente. Il ministro della Sanità il 14 luglio aveva stabilito che potessimo salire all'80% di capienza, poi un'incomprensibile marcia indietro, con la conseguenza che oggi sui treni ad alta velocità si viaggia al 50%, mentre sul trasporto locale all'80% o al 100%, senza controlli e con pericolosi ammassamenti. Certo, è un problema superato con la situazione di oggi, ma è stata una decisione demagogica, con un Cts che si è piegato a logiche politiche".

A chi gli ricorda che per i treni sono stati stanziati 1,2 miliardi, il manager risponde: "Solo annunci, a maggio. Siamo a novembre e non è arrivato nulla. A questo punto se non arrivano i fondi promessi in tempi brevissimi, Italo sarà costretto a fermarsi. I treni disponibili di Italo oggi potrebbero essere utili proprio per rafforzare la sicurezza, la qualità e ridurre l'affollamento dei regionali".

Rispetto al rimbalzo dell'economia previsto da Gualtieri nel terzo trimestre, Montezemolo commenta: "Io vedo un Paese che vive alla giornata, che stanzia cifre che poi non arrivano, come i 20 miliardi per le infrastrutture fermi da 10 mesi, gli 88 miliardi per le imprese in massima parte non si sono ancora visti, la cassa integrazione che in molti casi stiamo anticipando noi imprenditori, sussidi che vanno spesso al settore pubblico, insomma, uno Stato sempre più invadente. E se i soldi dell'Europa non arrivassero?".

La risposta è arrivata dal ministro De Micheli in tv, che ha confermato come esista già la firma sui fondi promessi e il Governo sia pronto a intervenire.

(Unioneonline/v.l.)

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