CRONACA - ITALIA

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Mondo di mezzo, confermata in appello la condanna a sei anni per Alemanno

Corruzione e finanziamento illecito le accuse all'ex sindaco di Roma, che ora ricorrerà in Cassazione
gianni alemanno (archivio l unione sarda)
Gianni Alemanno (archivio L'Unione Sarda)

E' stata confermata anche in appello la condanna a sei anni di carcere per l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, accusato di corruzione e finanziamento illecito in uno dei filoni dell'inchiesta sul "Mondo di mezzo" (Mafia Capitale).

Secondo gli inquirenti Gianni Alemanno era il punto di riferimento dell'organizzazione guidata da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, a cui ha "piegato le sue funzioni" e da cui avrebbe ricevuto diversi finanziamenti per un totale di quasi 300mila euro tra il 2012 e il 2014.

Alemanno era presente in aula al momento della lettura della sentenza, il procuratore aveva chiesto ai giudici di contestargli il solo reato di corruzione e non quello di finanziamento illecito. Diversi uomini di fiducia di Gianni Alemanno sono stati condannati nell'ambito dell'inchiesta.

"Sono sconcertato perché questa sentenza d'Appello pur di condannarmi smentisce una decisione della Cassazione secondo cui i miei coimputati sono stati riconosciuti colpevoli di traffico di influenza", ha detto l'ex sindaco della Capitale. "A questo punto io sono un corrotto senza corruttore, evidentemente mi sono corrotto da solo. Proclamo la mia innocenza come ho fatto sin dal primo giorno. Ricorrerò in Cassazione".

Alemanno, sindaco della Capitale dal 2008 al 2013, anno in cui si è ricandidato senza essere rieletto, ha fondato nel 2017 il Movimento Nazionale per la Sovranità, recentemente confluito in Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni.

(Unioneonline/L)

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