CRONACA - ITALIA

l'epidemia

Decine di focolai in tutta Italia. "Controlli sugli stranieri", e Speranza valuta il Tso

Ieri dopo tanto tempo c'è stato un lieve aumento di attualmente positivi, ricoveri e terapie intensive
(ansa)
(Ansa)

Anche Roberto Speranza apre al Tso dopo la proposta di Zaia e il comportamento irresponsabile di un manager che ha fatto nascere un nuovo focolaio in Veneto.

Il ministro della Salute ha dato mandato all'ufficio legislativo del suo ministero di verificare il quadro normativo sui trattamenti sanitari obbligatori, con l'obiettivo di studiare una norma più stringente per la tutela contro il Covid.

Per ora le norme anticontagio puniscono chi non rispetta la quarantena o diffonde il virus. "Oggi se una persona positiva non resta in isolamento ha una sanzione penale da 3 a 18 mesi di carcere, e una multa sino a 5mila euro. Sto valutando l'ipotesi di Tso per persone che devono curarsi e non lo fanno".

Parere favorevole arriva da Andrea Crisanti: "Ogni volta che si mette in pericolo la salute degli altri prevale il bene pubblico, penso che estendere il Tso ai casi Covid sia necessario".

Intanto preoccupano le decine di nuovi focolai sparsi a macchia di leopardo per tutto il Paese. Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, e Lombardia, dove ci sono 68 positivi in macelli e salumifici del Mantovano.

Ieri passo indietro nei contagi, anche per via dei pochi tamponi, ma sono tornati ad aumentare - sia pur lievemente - gli attualmente positivi, i ricoveri e le terapie intensive.

Spesso i nuovi casi sono "importati", e poi si estendono nel nostro Paese. Lavoratori stranieri positivi che fanno rientro in Italia. Un campanello d'allarme che ha costretto ai ripari il governatore toscano Enrico Rossi, che ha stabilito il ricovero obbligatorio nei Covid hotel per i contagiati che vivono nel sovraffollamento. Nel Lazio tamponi a tappeto per la comunità del Bangladesh, dove il virus sta dilagando. E Zingaretti chiede tamponi direttamente negli aeroporti per i voli da Paesi ad alto rischio.

Crisanti lancia l'allarme: "L'Italia non è una bolla, questa settimana ci sono stati 200mila casi al giorno nel mondo, tra ottobre e novembre i focolai si intensificheranno anche da noi. Siamo esposti a un contagio di rientro e alla riattivazione di focolai di trasmissione".

Anche il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia chiede "grande attenzione a porti, aeroporti e stazioni", sollecita "tamponi per tutti i passeggeri provenienti da Paesi in cui il virus è in crescita" perché "non basta il controllo della temperatura".

(Unioneonline/L)

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