CRONACA - ITALIA

verso il 3 giugno

Spostamenti, nelle prossime ore si decide. Possibile un rinvio di sette giorni

Attesi i dati dell'Iss sulla curva epidemiologica. Sembra esclusa, al momento, l'ipotesi di "chiudere" solo Lombardia e Piemonte
(ansa)
(Ansa)

Giornata decisiva per l'atteso via libera agli spostamenti tra Regioni a partire dal 3 giugno.

Oggi verranno divulgati dall'Istituto superiore di sanità i nuovi dati sulla curva epidemiologica del virus, quelli sui contagi avvenuti dopo le riaperture di maggio, importanti per capire se sarà il caso di aprire o meno i confini. L'ipotesi di tenere chiusa solo la Lombardia e il Piemonte, le Regioni più sotto osservazione di tutte, sembra ormai accantonata.

Il report dell'Iss sarà certamente domani sul tavolo convocato tra governo e Regioni. Secondo il Corriere della Sera sono due le ipotesi che l'esecutivo sottoporrà ai governatori: liberi tutti dal 3 giugno oppure rinvio di sette giorni. Anche se, di fronte alla seconda possibilità, ci si scontrerebbe con le riaperture dei confini nazionali e dunque con la contraddizione di regole diverse tra stranieri e italiani.

GLI INDICATORI - A pesare, nella valutazione, non sarà un solo elemento ma 21 indicatori individuati per segnalare il grado del rischio. Un algoritmo tra tutti gli indicatori permetterà di definire se in un territorio le condizioni sono positive o di allerta.

Tra questi c'è l'ormai noto indice di contagiosità R0 o Rt, che indica quante persone un soggetto positivo al virus può infettare. Perché non scatti l'allerta è necessario che tale valore si mantenga sotto l'1, come è attualmente pressochè in tutte le Regioni italiane. Ma questo non è l'unico criterio dirimente, come hanno rilevato lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza e il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro, sottolineando che c'è grande oscillazione dell'indice Rt sul territorio e che tale parametro cambia su base settimanale.

Per questo Brusaferro lo escluderebbe "come criterio per gli spostamenti tra Regioni". Ad ogni modo, ha detto nell'ultima conferenza stampa, "la mobilità tra Regioni va affrontata con un numero di nuovi casi ancora più ridotto rispetto a quello che abbiamo".

Tre sono i macro criteri i cui valori dovranno essere monitorati nella fase 2, come più volte ribadito: capacità di monitoraggio; capacità di accertamento diagnostico e gestione dei contatti; tenuta dei servizi sanitari.

(Unioneonline/D)

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