CRONACA - ITALIA

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Scuola, Azzolina: "Si torna in classe solo se ci saranno le condizioni"

Non c'è certezza sulla riapertura degli istituti. Maturità, si va verso una commissione formata da membri interni e presidenti esterni
(archivio l unione sarda)
(Archivio L'Unione Sarda)

"Si tornerà a scuola se e quando, sulla base di quanto stabilito dalle autorità sanitarie, le condizioni lo consentiranno".

Lo ha detto in un'informativa al Senato il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, aprendo dunque alla possibilità che - qualora fosse necessario - le scuole non vengano riaperte prima della chiusura dell'anno scolastico.

I ragazzi che attualmente non possono accedere agli edifici scolastici sono 8,3 milioni: più di 6,7 milioni, però, gli alunni che attualmente stanno facendo attività didattiche a distanza, secondo i dati del monitoraggio condotto dal ministero dell'Istruzione in queste settimane.

Un dato che porterà il ministero a ritenere l'anno valido.

"Oltre tre quarti della popolazione studentesca mondiale è interessata da questa crisi - ha aggiunto il ministro -. Un numero spaventoso: 1,5 miliardi di studenti nel mondo in questo momento non sta andando a scuola. Si tratta di una sfida senza precedenti, che dobbiamo raccogliere. Lo stiamo facendo come Paese in raccordo con l'Unione Europea e con l'Unesco. Molti Paesi europei - è inutile nascondercelo - sono più attrezzati di noi riguardo alle infrastrutture tecnologiche, eppure in questi giorni sono stata più volte chiamata in causa dai miei omologhi per avere informazioni su come l'Italia stia operando".

GLI ESAMI DI STATO - Il tema principale a questo punto è la gestione degli esami di maturità per i 500mila studenti che dovranno affrontarli dal 17 giugno.

"Il mio orientamento - ha detto Azzolina - è di proporre una commissione formata da soli membri interni, con presidenti esterni. Da un lato, ciò vale a tutelare gli apprendimenti effettivamente acquisiti. Dall'altro, un presidente esterno si fa garante della regolarità dell'intero percorso d'esame".

Si tratterà di un esame "serio", ha ribadito, con un approccio "che non vuole essere finalizzato alla rigidità formale ma intende volgere alla valorizzazione dei percorsi di ognuno".

LE RISORSE - Molti i fondi investiti in queste settimane per le scuole: dai 43,5 milioni per la pulizia straordinaria degli istituti e per la dotazione di dispositivi di protezione e igiene ai 70 milioni per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d'uso, dispositivi digitali individuali.

Ancora, 10 milioni per il potenziamento delle piattaforme e degli strumenti digitali nelle scuole, 5 milioni per la formazione del personale scolastico sulle metodologie per la didattica a distanza, 8,2 milioni stanziati per sostenere gli animatori digitali.

Infine l'assunzione di mille nuovi assistenti tecnici informatici e la garanzia del lavoro ai docenti e al personale Ata con contratto a tempo determinato.

(Unioneonline/D)

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