CRONACA - ITALIA

L'inchiesta

Consip, chiesto il rinvio a giudizio per sette persone. Tra loro l'ex ministro Lotti

L'ex sottosegretario è accusato di favoreggiamento
luca lotti (ansa)
Luca Lotti (Ansa)

La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per sette personale nell'ambito del procedimento sul caso Consip.

Tra gli imputati c'è l'ex ministro dello Sport Luca Lotti, che all'epoca dei fatti era sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Renzi, accusato di favoreggiamento.

Tra gli indagati anche l'ex comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette (rivelazione del segreto d'ufficio), il generale Emanuele Saltalamacchia, all'epoca comandante regionale dei carabinieri in Toscana (favoreggiamento), l'imprenditore Carlo Russo (millantato credito), il presidente di Pubbliacqua Firenze Filippo Vannoni (favoreggiamento), l'ex maggiore del Noe Gian Paolo Scafarto (rivelazione di segreto d'ufficio, falso e depistaggio), l'ex colonnello dell'Arma, Alessandro Sessa (depistaggio).

Lo scorso ottobre è stato invece archiviato il fascicolo di Tiziano Renzi, padre dell'ex premier, accusato di traffico di influenze in uno dei filoni dell'indagine.

LOTTI: "IL TEMPO È GALANTUOMO" - "Due anni fa, quando sono iniziate le indagini per il cosiddetto 'caso Consip', mi sono stati contestati il reato di rivelazione del segreto d'ufficio e il reato di favoreggiamento che avrei commesso in favore dell' ad di Consip Luigi Marroni. Oggi prendo atto con soddisfazione che la Procura della Repubblica ha chiesto l'archiviazione per uno dei due reati, ossia la rivelazione del segreto d'ufficio".

Lo ha scritto su Facebook Lotti.

Il post di Luca Lotti

"Confido che il successivo corso del procedimento - già a partire dall'udienza preliminare - consentirà di accertare l'infondatezza anche della residuale ipotesi di reato", si legge ancora nel post.

"A chi è garantista a giorni alterni, a chi strumentalizza la giustizia a soli fini politici, a chi preferisce fare processi sui giornali e non nelle Aule dei Tribunali, a chi spara sentenze ancora prima che un normale processo abbia inizio, mi limito a dire solo questo: non perdiamoci di vista perché, lo ripeto sempre, il tempo è galantuomo", conclude l'ex ministro.

(Unioneonline/F)

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