CRONACA SARDEGNA - GALLURA

il consorzio

Cargo disincagliato a Olbia, danni ingenti per i molluschicoltori: "A rischio la produzione 2021"

Secondo il rappresentante dei produttori di molluschi, la nave Grimaldi "ha attraccato con imprudenza e imperizia"
il cargo della grimaldi (archivio l unione sarda busia)
Il cargo della Grimaldi (archivio L'Unione Sarda - Busia)

"Gli impianti tranciati sono alla deriva, senza l'immediata bonifica invaderanno il canale di accesso al porto, rendendo insicura la navigazione per vostra responsabilità".

Lo scrive il presidente del Consorzio molluschicoltori di Olbia, Raffaele Bigi, alla direzione marittima di Olbia, alla Grimaldi Group, all'Autorità portuale, all'Ispra, all'Arpas e all'Ats a seguito dell'incaglio del cargo Grimaldi, liberato ieri dopo essere finito - come denunciano gli imprenditori - sulle produzioni di cozze e ostriche di cinque cooperative del Consorzio in prossimità del molo Cocciani e provocando i danni in corso di quantificazione.

"Per limitarne l'entità, dalle 7 di oggi si sta rimuovendo la produzione", spiega Bigi, che invita le autorità a presenziare alle operazioni e chiede "l'immediato sopralluogo dell'autorità marittima competente".

Secondo Bigi "l'Eurocargo Valencia ha attraccato con imprudenza e imperizia, tranciando direttamente o indirettamente gli impianti e la produzione dell'area concessa al Consorzio per la molluschicoltura". Eppure "le condizioni meteo erano assolutamente favorevoli, non risulta dalle rilevazioni meteo alcun rafforzamento del vento - stigmatizza - gli impianti sono stati tranciati, affondati o ammassati, con conseguente danneggiamento e perdita di cozze e ostriche".

Oltre alla perdita del prodotto, si dovrà calcolare il danno legato al ripristino degli impianti, e "se non si provvedesse tempestivamente, non si riprenderebbe la produzione per la stagione 2021", denuncia ancora. "Ieri il cargo è stato disincagliato da due rimorchiatori, con stravolgimento del fondale marino, intorbidimento delle acque di allevamento e potenziale modifica di parametri fisici, chimici e batteriologici - denuncia Bigi - li verificheremo anche tramite i controlli delle autorità sanitarie, ma se i parametri fossero cambiati tanto da non consentire la produzione, i danni saranno addebitati ai responsabili".

(Unioneonline/F)

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