Una sentenza storica secondo il sindaco di Nuoro Andrea Soddu quella che ha stabilito che il Comune non è tenuto a rimborsare allo Stato i 2 milioni e 300mila euro incassati come risarcimento dai proprietari di un terreno espropriato negli anni '70.

La vicenda è piuttosto intricata ed è partita quando l'operazione di esproprio è stata ritenuta illegittima dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, cui gli stessi proprietari si erano rivolti ottenendo una sentenza di condanna per l'Italia. Nel 2018, dopo il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri con il quale si chiedeva al Comune la restituzione della somma risarcita ai proprietari, l'amministrazione aveva impugnato la cartella esattoriale davanti al Tribunale sostenendo l'inammissibilità della richiesta perché con l'esproprio per pubblica utilità aveva applicato una legge dello Stato italiano.

Quest'ultimo ha resistito eccependo la competenza del Tribunale di Nuoro e chiedendo che fosse il Tribunale amministrativo a giudicare, richiesta però bocciata dal giudice monocratico del Tribunale nuorese, Carlotta Bruno, che ha accolto l'opposizione del Comune.

La linea difensiva degli avvocati del Comune, Antonio Careddu e Marcello Mereu, si è sempre basata sulla "insussistenza e infondatezza del diritto di rivalsa dello Stato, in quanto la violazione della normativa europea era stata possibile in virtù dell'applicazione di una legge statale. La violazione deve invece essere ricondotta al complessivo sistema di regolazione della materia".

"Sapevamo di avere ragione - commenta il sindaco Andrea Soddu - La giudice ha accolto l'opposizione con una sentenza che farà giurisprudenza. In questo caso il danno era determinato causalmente dalla legge italiana, che il Comune aveva applicato su ordine del giudice. Ed era la legge italiana difforme dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo".

(Unioneonline/D)
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