CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

IL RICONOSCIMENTO

Lungomare Mariano Delogu, la calata del porto intitolata al sindaco di Cagliari

Fece cadere il muro che divideva la città dal mare
una veduta di cagliari sul porto (archivio l unione sarda)
Una veduta di Cagliari sul porto (archivio L'Unione Sarda)

Quando Franco Andreoni, titolare dell'omonima impresa di costruzioni che aveva vinto l'appalto per abbattere il muro che separava via Roma dal porto, si presentò nel cantiere per avviare i lavori si trovò davanti un comandante della Guardia di Finanza. «Qui non si tocca nulla, questa è una barriera doganale», gli intimò. L'imprenditore si fermò e chiamò Mariano Delogu che per quell'opera si era speso con tutta la sua fermezza. «Che cosa devo fare», gli chiese. Il sindaco arrivò in via Roma e lo tranquillizzò: «Vada avanti tranquillo e abbatta questo muro, ci sono io dietro di lei».

La svolta del '96

Maria Sias, architetto, e moglie di Andreoni, scomparso da alcuni anni, ricorda bene quella scena perché ne fu testimone. «Il sindaco fu risoluto e mio marito si tranquillizzò perché sapeva che con lui non avrebbe rischiato».

Era l'estate del '96 e ciò che accadeva in città andava ben oltre la demolizione di un muro e di una cancellata. Fu, simbolicamente, l'inizio del ricongiungimento della città con il suo mare. Quella di Mariano Delogu fu una visione lungimirante della quale è sempre stato orgoglioso. «Oggi passo sull'asse mediano e penso che l'ho concluso io, transito davanti al porto e sono orgoglioso di aver buttato giù quell'orribile muro che lo separava dalla città», disse nel 2013 in un'intervista.

Mariano Delogu, avvocato, è stato sindaco del capoluogo dal '94 al 2001 (archivio L'Unione Sarda - Ungari)
Mariano Delogu, avvocato, è stato sindaco del capoluogo dal '94 al 2001 (archivio L'Unione Sarda - Ungari)

L'intitolazione

Lunedì 28, Delogu, scomparso il 27 luglio del 2016, avrebbe compiuto 87 anni. E proprio quel giorno, per decisione dell'Autorità portuale del mare di Sardegna, gli verrà intitolata la Calata via Roma, il tratto tra l'attuale sede dell'Autorità portuale e la stazione marittima. Un'area che grazie alla sua intuizione oggi è parte della città. Si chiamerà Lungomare Mariano Delogu e non sarà una strada della città ma un segnale di riconoscenza per uno dei sindaci più amati. Non è un caso che sia stato Massimo Deiana, uomo di sinistra a capo dell'Authority, a proporre di riconoscere i meriti di un uomo di destra, qual era l'ex sindaco che governò la città dal 1994 al marzo del 2001. «L'ho fatto perché è stato colui che ha aperto il porto alla città», rivela Deiana. «Ho informato sia il sindaco, che è d'accordo, sia il prefetto, che ci ha dato il via libera e ora siamo pronti», aggiunge. La cerimonia è in programma alle 18,30.

Fuori dalla città

Il Lungomare Mariano Delogu, tuttavia, non farà parte formalmente della viabilità cittadina. Non ci saranno case o negozi che vi si affacciano né numeri civici. Significa che la decisione non è passata al vaglio della commissione toponomastica del Comune e che in futuro, passati dieci anni dalla morte, nulla vieterà che una piazza o una strada "vera" gli siano intitolate.

La testimonianza

«Credo che Delogu sarebbe d'accordo sull'intitolazione di quel tratto, perché non lontano da lì, assieme al prefetto di Cagliari e alla presenza di numerosi cronisti e cittadini, nel '96 diede la prima picconata al muro di cinta, con filo spinato, che separava via Roma dal mare, dando così la possibilità alla ditta Andreoni di completare la demolizione», racconta Francesco Cicero, capo di Gabinetto dell'avvocato, di cui fu sincero amico, poi di Emilio Floris, oggi in pensione.

La carriera

Delogu era nato il 28 settembre del '33 a Borore. È stato un apprezzato penalista, ha presieduto il Cagliari dal '76 all'81, è stato senatore per tre legislature nonché coordinatore del Pdl. Fu il primo sindaco ad essere eletto direttamente dai cittadini e governò la città, assieme a un gruppo di assessori tecnici di sua fiducia, con piglio e determinazione.

Alcuni lo definirono "sindaco dei giardinetti" perché contribuì a restituire decoro a numerose aree della città. Lui non si offese mai, anzi ne fu orgoglioso. Ma, come ricordò, le sue opere-chiave furono la conclusione dell'asse mediano e l'abbattimento del muro del porto.

Fabio Manca

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