CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

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Si torna in classe con le mascherine: in Sardegna solo il 30% dei prof ha fatto il test - Il messaggio di Solinas

Domani prima campanella per buona parte degli studenti sardi, ancora tante incertezze

Mancano meno di 24 ore alla ripartenza della scuola in Sardegna. Domattina prima campanella per una buona parte dei circa 196mila studenti sardi tra ingressi scaglionati e istituti che ricominciano con la didattica mista a turnazione, in parte in presenza in parte online.

Sono tanti gli studenti che non cominceranno, tra chi ha deciso di rimandare per questioni logistiche ed elezioni. Dove ci sono i seggi le lezioni riprenderanno mercoledì o giovedì.

I problemi non mancano, a partire dai banchi monoposto. Le forniture promesse dal ministero ancora devono arrivare. Per questo alle elementari e medie di via Stoccolma a Cagliari i ragazzi dovranno indossare le mascherine anche durante le lezioni: "Da contatti informali ci dicono che prima di fine ottobre i banchi non arrivano", spiega la dirigente Marcella Vacca. Anche le mascherine chirurgiche sono state fornite in numero "esiguo", tanto che in via Stoccolma ma non solo le famiglie sono state invitate a mandare i ragazzi in classe cun una scorta.

Altro tema è quello degli ingressi scaglionati per evitare assembramenti all'entrata e all'uscita da scuola, ma anche su bus e pullman. Non è facile organizzarli, e non tutte le scuole sono pronte.

Infine, i test sierologici a docenti e personale. In assenza di dati ufficiali i rappresentati di medici e docenti stimano numeri molto bassi, sia da parte dei dottori (molti si sono rifiutati di eseguirli) sia tra i prof, chiamati a effettuare i test ma solo su base volontaria.

"Solo il 40% ha deciso di effettuare i test e il 30% ne ha usufruito", spiega Umberto Nevisco, presidente regionale Fimmg, la federazione che riunisce i medici di famiglia.

"Numeri bassi - conferma la presidente dell'associazione dei presidi Anna Maria Maullu -, ma non è per colpa del personale scolastico che si è rifiutato. In molti vorrebbero, ma non si trovano i kit. Il sistema regionale è disorganizzato. Inoltre, centinaia di supplenti entreranno a scuola senza aver fatto il test perché non ancora assegnati al proprio istituto, e questo è un altro problema da risolvere".

(Unioneonline)

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