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Mercato degli affitti rivoluzionato dal Covid, ma in Sardegna i canoni reggono

Durante il periodo pandemico a Cagliari le locazioni hanno fatto registrare un contenuto -1%
immagine simbolo (archivio l unione sarda)
Immagine simbolo (archivio L'Unione Sarda)

Il boom di didattica a distanza e smart working ha rivoluzionato il mercato degli affitti facendo aumentare l'offerta di immobili sfitti e crollare i canoni medi richiesti. Un trend diffuso ovunque in Italia. Sardegna esclusa.

Secondo il report pubblicato dal portale web SolAffitti, a Cagliari le locazioni hanno retto anche durante il periodo pandemico facendo registrare un contenuto -1%, contro il calo su base nazionale del 7,5%.

Non solo, nel capoluogo sardo l'importo medio sborsato ogni mese dagli affittuari (573 euro) rimane, seppure di poco, sopra la media italiana (570 euro).

Il calo dei canoni è stato generalizzato per tutti i tagli immobiliari, con punte negative per i trilocali (-8,0%), che soffrono di una minore richiesta, e meno marcati per i quadrilocali e gli immobili più spaziosi (-7,2%), che invece risultano in crescita nelle preferenze degli inquilini.

Come anticipato, sui prezzi impatta anche l'andamento della domanda di locazione. In calo due segmenti particolarmente influenzati dall'emergenza sanitaria Covid-19: quello dei lavoratori trasfertisti (29,5% delle richieste, in calo del -3,7%), che hanno approfittato dell'emergenza sanitaria per proseguire la propria attività in smart working, e quello degli studenti fuori sede (14,8% della domanda, in calo di -3,2%), alcuni dei quali hanno deciso di sfruttare la didattica a distanza viste le incertezze sulla possibilità di seguire l'anno accademico in presenza.

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