ECONOMIA

lo studio

Metano in Sardegna, "meglio le cisterne della dorsale"

Secondo Arera, in futuro l'Isola dovrà puntare su elettricità e rinnovabili
(archivio l unione sarda)
(archivio L'Unione Sarda)

Bene il metano nelle cisterne sino al 2040: per le quantità previste in Sardegna sarebbe anche economicamente più vantaggioso della realizzazione dorsale, indispensabile invece se riesplodesse l'industria isolana. Ma alla lunga il futuro più coerente con il processo di uscita dal carbone è quello basato su elettricità e fonti rinnovabili. Sono in sintesi le conclusioni dello studio che Arera, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha commissionato a Ricerca Sistema Energetico (Rse) per una valutazione sulle possibili configurazioni infrastrutturali per lo sviluppo energetico della Sardegna.

L'introduzione del metano nel sistema energetico, sottolinea l'analisi, porterebbe vantaggi economici e ambientali: andrebbe progressivamente a sostituire combustibili ambientalmente meno sostenibili e più costosi quali l'olio combustibile, il gasolio e il Gpl. Tra le possibilità più vantaggiose dal punto di vista economico c'è la soluzione denominata Isola, basata su un approvvigionamento tramite virtual pipeline. È risultata quella che porterebbe ai maggiori risparmi. Per quanto concerne il trasporto del gas sul territorio, nel periodo di 20 anni coperto dallo studio, risulta più conveniente la modalità tramite cisterne criogeniche rispetto a quella della dorsale solo per certe quantità. Per valori annui superiori a una determinata soglia (circa 1,5 miliardi m3/anno), risulterebbe invece più conveniente trasportare il gas naturale con la dorsale.

Lo studio considera comunque che in Sardegna volumi dell'ordine di 1,5 miliardi di m3/anno non sembrano raggiungibili se non al verificarsi di circostanze "estreme". La ricerca indica invece che l'elettrificazione resta la strada più coerente con le politiche di decarbonizzazione sull'orizzonte di lungo termine dal 2050, insieme allo sviluppo dell'idrogeno "verde" per l'alimentazione degli usi non elettrificabili unito alle fonti rinnovabili. Uno scenario, dice il report, che potrebbe manifestarsi nel medio-lungo termine in particolare in Sardegna, dove le condizioni di sviluppo non solo del solare, ma anche dell'eolico potrebbero dar luogo a significativa produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili altrimenti non immediatamente impiegabile.

(Unioneonline/F)

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